Papa Francesco: Angelus, “Gesù non è venuto a condannare, ma a salvare il mondo”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Gesù non è venuto a condannare, ma a salvare. È bello!”. Lo ha esclamato il Papa, durante l’Angelus di ieri in piazza San Pietro, al quale – secondo la Gendarmeria vaticana – hanno partecipato circa 15mila persone. “Spesso nel Vangelo vediamo Cristo svelare le intenzioni delle persone che incontra, a volte smascherandone atteggiamenti falsi, come con i farisei, o facendole riflettere sul disordine della loro vita, come con la Samaritana”, ha ricordato Francesco: “Davanti a Gesù non ci sono segreti: egli legge nel cuore, nel cuore di ognuno di noi. E questa capacità potrebbe inquietare perché, se usata male, nuoce alle persone, esponendole a giudizi privi di misericordia”. “Nessuno infatti è perfetto, tutti siamo peccatori, tutti sbagliamo, e se il Signore usasse la conoscenza delle nostre debolezze per condannarci, nessuno potrebbe salvarsi”, il monito del Papa: “Ma non è così. Egli infatti non se ne serve per puntarci il dito contro, ma per abbracciare la nostra vita, per liberarci dai peccati e per salvarci. A Gesù non interessa farci processi o sottoporci a sentenze; egli vuole che nessuno di noi vada perduto”. “Lo sguardo del Signore su ognuno di noi non è un faro accecante che abbaglia e mette in difficoltà, ma il chiarore gentile di una lampada amica, che ci aiuta a vedere in noi il bene e a renderci conto del male, per convertirci e guarire con il sostegno della sua grazia”, ha concluso Francesco: “Gesù non è venuto a condannare, ma a salvare il mondo. Pensiamo a noi, che tante volte condanniamo gli altri; tante volte ci piace sparlare, cercare pettegolezzi contro gli altri. Chiediamo al Signore che ci dia, a tutti, questo sguardo di misericordia, di guardare gli altri come lui guarda tutti noi”.

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