Mercoledì delle Ceneri: card. Cantoni (Como), “il Signore ci propone di iniziare un cammino di liberazione dalle nostre schiavitù”

Il vescovo di Como, card. Oscar Cantoni, ha presieduto oggi in cattedrale il pontificale nel Mercoledì delle Ceneri, rito che segna l’inizio del Tempo di Quaresima. Durante l’omelia, il porporato ha affermato: “La Quaresima irrompe nella nostra vita come un vento impetuoso. Siamo usciti dalle feste natalizie da poche settimane ed ecco che subito la liturgia di questo Mercoledì delle Ceneri ci risveglia, ci scuote dal nostro torpore e ci rimette in cammino verso la vera libertà, quella dei figli di Dio. Egli vuole condurci nel deserto, luogo di purificazione, ma anche di intimità con lui”. Cantoni ha aggiunto: “Dio non si stanca di venirci incontro ed è Lui che fa sempre il primo passo verso di noi e con le parole dell’apostolo Paolo ci invita: ‘Lasciatevi riconciliare con Dio’. È più interessato il Signore alla nostra libertà che non noi stessi, incapaci di uscir fuori con determinazione dalle nostre comode, piccole o grandi schiavitù, che ci impediscono di avanzare verso un futuro di speranza e di gioia che Dio promette ai suoi figli, non più schiavi, ma finalmente liberi”. “Oggi il Signore ci propone di iniziare, sorretti della sua grazia, quel cammino di liberazione dalle nostre schiavitù, sperimentando così il passaggio dalla morte alla vita. Non è un cammino volontaristico, per cui ci impegniamo a grandi propositi di rinnovamento che durano uno spazio di tempo più o meno prolungato, ma è accoglienza della grazia che Dio gratuitamente ci offre e ci sostiene efficacemente nella fatica di impegnarci a superare noi stessi e i nostri idoli, che ci mantengono in stato di schiavitù”.
Quindi ha proseguito: “Anche come Chiesa siamo chiamati ad uscire dalla schiavitù, che rende meno attraenti le nostre comunità, ma le presenta in una situazione di mediocrità e senza slancio. È una immagine che deturpa la veste immacolata, la tunica inconsutile di Gesù, segno di unità della sua diletta sposa, la Chiesa. Viviamo perciò un benefico digiuno, che indica la nostra volontà di distaccarci da ciò che ci impedisce di camminare con slancio verso la terra promessa, quella dei figli di Dio, che ci chiama tutti a libertà, condizione per una gioia piena e condivisa”.

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