Disabilità: Fish, presentate azioni e strumenti innovativi promossi col progetto Welfare 4.0

Per un welfare comunitario di inclusione e di riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità. Su questo si è basato il progetto Welfare 4.0, che vuole essere al contempo anche un indirizzo alla politica, al mondo dell’associazionismo e del terzo settore. Stamani, nella sala monumentale della Presidenza del Consiglio dei ministri sono state presentate azioni e strumenti innovativi per un nuovo welfare. Il progetto 4.0 ha affrontato anche il tema linguaggio della comunicazione ed ha supportato i progetti di vita indipendente.
Welfare 4.0 ha visto Fish capofila, in partenariato con Uildm (Unione italiana lotta alla distrofia muscolare) e Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità). Welfare 4.0 è finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Superati i numeri previsti. Oltre 600 gli iscritti ai due Mooc presenti sulla piattaforma Federica Web Learning dell’università Federico II di Napoli. Circa 700 i partecipanti ai seminari “I sorrisi non bastano” sulla comunicazione ed il linguaggio relativo alla disabilità. Inoltre, il manuale prodotto nell’ambito di Welfare 4.0 è stato adottato da alcune delle maggiori università italiane. All’iniziativa sono intervenuti, tra gli altri, il presidente Fish, Vincenzo Falabella, e il ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli. “Come facciamo ogni giorno, anche attraverso Welfare 4.0, Fish si è impegnata a promuovere e difendere i diritti delle persone con disabilità in Italia – ha detto Falabella –. Riteniamo che il welfare debba essere un pilastro fondamentale della nostra società, garantendo un accesso equo e inclusivo a servizi di qualità per tutti i cittadini. Le persone con disabilità hanno il diritto di vivere una vita dignitosa, partecipare attivamente alla società e avere accesso ai servizi, garantendo l’inclusione sociale e l’uguaglianza di opportunità. Fish continuerà a lavorare con tutte le parti interessate, inclusi Governo e Parlamento, per promuovere una società più inclusiva, equa e consapevole dei diritti umani. Solo attraverso un impegno condiviso e una cooperazione attiva possiamo garantire un futuro migliore per tutti, indipendentemente dalla loro abilità”. “Occorre superare l’attuale impostazione del sistema di welfare e ragionare in termini di vita indipendente. Questo significa chiedere che sostegni, servizi, prestazioni del welfare siano destinati a sostenere la persona nella sua libertà e autodeterminazione”, ha aggiunto il presidente di Ledha, Alessandro Manfredi. “Siamo lieti di essere stati coinvolti in questo progetto perché ci ha permesso di lavorare su uno dei nostri capisaldi, vita indipendente e percorsi di autonomia delle persone con disabilità, e condividere il nostro know how su questo tema – ha concluso il presidente Uildm, Marco Rasconi –. C’è ancora tanto lavoro da fare, a livello di attuazione e sensibilizzazione, ma crediamo che il lavoro di rete tra associazioni possa portare a un cambiamento all’interno delle nostre comunità”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia