Diocesi: mons. Battaglia (Napoli) ai giornalisti, “dare più spazio a cronaca ‘bianca’ facendo conoscere il tanto bene e la tanta bellezza che c’è nel mondo”

(Foto: ANSA/SIR)

“In questi giorni caldi di inizio estate permettetemi di raggiungervi con queste poche parole per dirvi anzitutto il mio grazie. Grazie perché attraverso il vostro lavoro veniamo quotidianamente informati su ciò che accade intorno a noi, nella nostra città e nel mondo. Grazie perché non vi tirate indietro quando c’è da correre nei luoghi difficili, segnati dalla morte, dal pericolo, dalla difficoltà. E grazie soprattutto perché non vi girate dall’altra parte quando c’è da denunciare il marcio della nostra società, ovunque esso si trovi, mettendoci la faccia e pagando di persona se necessario, come accaduto ad esempio all’indimenticabile Giancarlo Siani”. Lo scrive l’arcivescovo di Napoli, mons. Mimmo Battaglia, in una lettera ai giornalisti.
“Sapete, costretto alla permanenza in casa a causa del Covid, ho potuto dedicare ancor più tempo a due letture: il Vangelo e i giornali. Karl Barth, il grande teologo protestante, lo raccomandava spesso quando affermava che un cristiano dovrebbe ‘tenere in una mano il Vangelo e nell’altra il giornale’”, prosegue il presule, risultato nuovamente positivo al Covid, dopo aver effettuato un tampone nei giorni scorsi (la prima volta era successo nel 2021).
In fondo, osserva mons. Battaglia, “sono entrambe notizie: la buona, bella, felice notizia dell’amore incondizionato di Dio per ogni creatura e le tante notizie degli accadimenti umani, degli eventi quotidiani che scandiscono il tempo della città degli uomini, spesso segnata anche da tragedie, da atti di un male incomprensibile, da orrori tali da destare una totale sfiducia nell’essere umano e nel suo futuro. La buona notizia del Vangelo però ci strappa via dal cuore il senso di sfiducia e ci invita ad accogliere la scala di colori di cui è composta la vita, senza radicalizzazioni malevole e soprattutto invitando a comprendere che il bene e il male, la gioia e la tristezza crescono l’una accanto all’altra, proprio come fa il grano con la zizzania. Proprio per questo bisogna evitare di correre il rischio di dimenticare il grano a furia di parlare solo della zizzania”.
L’arcivescovo si spiega meglio: “Lungi da me l’intenzione di invitarvi a parlare meno delle tante notizie brutte che ogni giorno si affacciano sul nostro presente, però con voi vorrei domandarmi se non sia il caso di dare più spazio alla cronaca ‘bianca’ facendo conoscere ed esaltando il tanto bene e la tanta bellezza che c’è nel mondo, iniziando dalla nostra città”.

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