Giornata mondiale malato: mons. Tomasi (Treviso), “vivere i momenti ordinari delle nostre vite come luoghi di incontro vero”

(Foto: diocesi di Treviso)

“Sembra davvero che sia fuori luogo parlare di gioia nelle condizioni del nostro tempo, in cui alla fatica dell’essere ammalati si assommano tutti i disagi, le difficoltà e le incertezze di questo tempo di pandemia, che mette tutti sotto pressione, ma in modo particolare chi abbia problemi di salute, che continuano ad essere molti, spesso molto gravi”. Lo ha detto il vescovo di Treviso, mons. Michele Tomasi, nell’omelia della messa che ha celebrato oggi pomeriggio, nella Giornata mondiale del malato, a Santa Maria Maggiore. “Eppure, è proprio in queste condizioni, eppure è proprio chi più soffre e vive condizioni di disagio che sente, magari anche senza in principio rendersene troppo conto, che nel profondo di sé quella promessa di felicità sta sussurrando una parola di speranza – ha proseguito il presule –. Eppure, sono i momenti ordinari delle nostre vite che chiedono di essere vissuti come luoghi di incontro vero, di incontro straordinario con la pace e la serenità cui da sempre aspiriamo”.
Nelle parole del vescovo, poi, il riferimento al “numero grande”, alla “schiera molteplice e multicolore di quanti si prendono cura degli altri, della loro salute, della loro vita”. “Tutti loro insieme, non soltanto gli ammalati, sentono, in mezzo a fatiche, stanchezze, ribellioni e domande, che la promessa non è un’illusione o un inganno, che la vita contiene una forza che si fa presente anche laddove il limite sembra insuperabile. Sentono che anche un’ardua quotidianità può ricevere ed accogliere benedizione”.

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