Convegno Bachelet: Mortari (Un. Verona), “la cura è politica”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“L’azione di cura è importantissima, se noi continuiamo a non parlare del lavoro di cura, questo sarà sempre di più emarginato”. Lo ha detto Luigina Mortari, docente di pedagogia dell’Università di Verona, durante il convegno Bachelet oggi a Roma. “Abbiamo visto – ha affermato – come nella pandemia la cura avesse bisogno delle parole. Sto raccogliendo i racconti degli infermieri impegnati nelle prime fasi che lasciano la pelle d’oca. Dicono: ‘la cosa che più mi ha colpito è il fatto di aver visto morire persone che non potevano essere calmate dalle parole dei loro cari e morivano in solitudine’. Hanno ancora gli incubi, non sono riusciti a dare la cura necessaria all’anima poiché non avevano tempo”. “Nel Vangelo – ha continuato – Gesù ricorda che una eccessiva cura del corpo può far dimenticare la cura dell’anima mentre il bene sta nella giusta misura. Quando si ha cura di qualcuno bisogna trovare quindi la giusta misura rispetto ai bisogni dell’altro”. E in cosa consiste la giusta cura? “Dietro le azioni concrete – ha risposto la docente – chi fa un giusto lavoro di cura è capace di un grande rispetto dell’altro, sa mettersi a disposizione e ha il coraggio, la capacità di fare azioni contro le regole se il paziente ha bisogno. Sono capacità politiche. Al contrario di quanto sostengono alcuni teorici, la cura è politica. La buona politica è cura e diventa etica perché è etica delle virtù. Da parte di chi riceve cura, la virtù da agire è la gratitudine. La parola che ringrazia mette in evidenza l’atto politico. Rendere grazie – ha concluso – a chi fa il lavoro di cura perché ispirato alla ricerca del buono nel lavoro di tutti i giorni”.

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