Elezioni regionali: Ac Campania, “vogliamo una politica che sia di servizio”

“Vivere l’impegno politico come servizio sia un auspicio quanto mai importante in questa tornata elettorale. Una politica che sia servire le persone”. Questo è l’auspicio espresso, in una nota diffusa oggi, dall’Azione cattolica delle diocesi della Campania, in vista delle elezioni regionali di settembre 2020 che si affiancheranno al referendum sulla diminuzione del numero dei parlamentari e in tanti comuni campani al rinnovo dei consigli e all’elezione di sindaci. “È l’ora di porre al centro le necessità reali di chi condivide con noi questo tratto di storia, mettere al centro la loro dignità – evidenzia l’Ac campana -. Non può risolversi tutto con bonus e ‘mance’ che non risolvono i problemi delle persone e delle famiglie e che le legano a doppio filo a una politica di clientelismo. Servire le persone significa investire con forza nel lavoro, nell’istruzione, nella cultura, nella famiglia, nella custodia del Creato. Anche dando valore a quelle realtà sociali e del Terzo settore che in questi anni, e in modo speciale in questi mesi di emergenza, hanno fatto tutto ciò che era possibile, ma che non possono essere considerate delle oasi nel deserto”.
L’Ac auspica “una politica che sia servire il territorio. Viviamo in una terra meravigliosa e contraddittoria. Non possiamo più considerare ‘normale’ lo stato di abbandono in cui versano alcune aree interne della Campania e le periferie delle grandi aree urbane. Territori lontani dai centri industriali e da interessi turistici, spesso private di servizi essenziali. Terre intrise di lavoro e fatica, in cui i giovani non hanno neanche più l’opportunità di ragionare sulla possibilità di restare e contribuire al loro sviluppo. Non è accettabile che ci siano aree in cui il futuro non sia possibile”. In questo “Next Generation Eu rappresenta un’opportunità enorme per investire nello sviluppo vero dei territori, di tutti i territori”.
E, ancora, “una politica che sia servire il futuro. Crediamo e desideriamo una politica che viva di progetti e non di sondaggi. Che lavori guardando alle necessità attuali dei cittadini, che non rincorra solo le emergenze. Che abbia il coraggio e l’ambizione di ragionare a 10 e 20 anni”.
In politica “vanno recuperati spirito di servizio e visione”. L’Ac, associazione apartitica, guarda “con particolare fiducia e incoraggiamento a quanti hanno deciso di offrire la propria competenza spinti da una sincera passione per il bene comune”. Ai soci e simpatizzanti dell’associazione che si impegnano in prima persona nei diversi schieramenti “va sia un sincero incoraggiamento sia un fraterno invito a rinnovare metodi, contenuti e linguaggi, a mostrare nei fatti quel ‘di più’ che viene dalla formazione cristiana ricevuta in associazione”.
Rispetto al referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari, “come soci di Ac dobbiamo avvertire la responsabilità di votare in maniera consapevole: ogni cambiamento della Costituzione che è l’insieme dei principi, dei valori e delle regole della nostra vita civile e sociale deve essere valutato da tutti noi con coscienza e con libertà di giudizio”.

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