Card. Achille Silvestrini: mons. Toso (Faenza), “credeva nelle nuove generazioni, per le quali auspicava preparazione spirituale e culturale”

“Non è un’operazione nostalgica, ma un’opportunità per la nostra Chiesa diocesana per ripartire con slancio seguendo la testimonianza di un suo figlio”. Con queste parole, mons. Mario Toso, vescovo di Faenza-Modigliana, ha introdotto la presentazione del libro “Card. Achille Silvestrini”, curato dallo stesso vescovo a un anno dalla scomparsa del porporato originario della diocesi romagnola. Il volume oltre all’introduzione del presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, si avvale di diversi contributi tra i quali quelli del card. Edoardo Menichelli, di Andrea Riccardi, di mons. Malvestiti, del gesuita Fausto Gianfreda e di mons. Claudio Maria Celli. “Gli autori – spiega una nota – trattano il rapporto di Silvestrini con la sua diocesi d’origine, il servizio prestato alla Santa Sede con testimonianze di chi lo ha conosciuto più da vicino”.
Per il premier Conte, il card. Silvestrini, era anzitutto un uomo di pace, per il quale il valore inestimabile della Pax Christi non poteva restare nell’empireo delle aspirazioni teoriche, ma poteva – anzi, doveva – tradursi e attualizzarsi in regole di condotta e linee guida per tutti gli uomini. Una pace non effimera, fragile, ma quanto più possibile autentica e duratura, perché avente come fulcro un ordine voluto da Dio Padre, che comporta una giustizia più perfetta tra gli uomini.
“Lavorando nei Dicasteri romani con la sua attività diplomatica – ha sottolineato mons. Toso – Silvestrini era mosso dalla stessa fede sacerdotale dei suoi maestri, tra i quali il card. Casaroli, segretario di Stato. Rimanendo saldi e aggrappati a Cristo redentore, chiave della rigenerazione dell’umanità, desideravano destare nel mondo l’aurora, anche attraverso il martirio della pazienza, la diplomazia dei piccoli passi, capaci di aprire, seppure a fatica, spiragli di dialogo”.
“Il cardinale Achille – ha sottolineato il vescovo – credeva nelle nuove generazioni, per le quali lavorava intensamente, auspicando preparazione spirituale e culturale, specie in un contesto in cui si sviluppano decisioni e progetti ‘Come se Dio non esistesse’, specie a livello internazionale”. “Quando, però, si toglie il fondamento ultimo, la conseguenza – ha ammonito – è che le persone, i giovani e le società giungono a perdere gradualmente la libertà, smarriscono il criterio e la misura dell’umano, il senso della convivialità”.
Sabato 29 agosto, alle 18 nella chiesa collegiata di Brisighella, il card. Matteo Maria Zuppi presiederà la messa ad un anno dalla morte del card. Silvestrini.

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