Caso Jacob Blake: mons. Listecki (Milwaukee), “ricerca incrollabile dell’uguaglianza e della pace”

(Foto ANSA/SIR)

Incendi, saccheggi, proteste, sparatorie. Kenosha non ha mai conosciuto questa violenza prima della sparatoria di domenica, quando l’afroamericano Jacob Blake è stato raggiunto da sette colpi di pistola dalla polizia, mentre saliva in macchina. Il video amatoriale che riprende Blake colpito alle spalle con sette pallottole, mentre nell’auto si trovavano i tre figli e la madre gridava in strada, è diventato immediatamente virale, scatenando manifestazioni violente nella cittadina del Wisconsin e in altre città degli Usa. I tre agenti di polizia coinvolti nella sparatoria sono stati posti in congedo amministrativo, mentre il bollettino dall’ospedale dove Blake è ricoverato ha confermato che l’uomo resterà paralizzato dalla vita in giù. Sarebbe un “miracolo” se tornasse a camminare, ha detto l’avvocato della famiglia. Le proteste e le rivolte che sono seguite hanno lasciato sul terreno due morti e un ferito, colpiti da un ragazzo di 17 di Antiochia, in Illinois, accusato di omicidio intenzionale di primo grado, come prova il video che lo vede imbracciare un fucile e far fuoco contro i manifestanti. Assieme ai rivoltosi che saccheggiano e bruciano aziende ed edifici pubblici, aggredendo imprenditori e agenti di polizia, ci sono manifestanti pacifici che brandiscono l’arma della preghiera e ripuliscono le conseguenze dei danni agli edifici pubblici e alla parrocchia di san James, bersaglio dei manifestanti perché di fronte al parcheggio di auto usate dato alle fiamme e immortalato dalle telecamere di tutto il mondo. “La violenza non può mai essere il mezzo per ottenere la pace e la giustizia”, ha detto l’arcivescovo di Milwaukee, mons. Jerome Listecki, pregando per la guarigione di Blake e per la pace nella cittadina. “I peccati di violenza, ingiustizia, razzismo e odio vanno epurati dalle nostre comunità con atti di misericordia, con la protezione e la cura della dignità di ogni persona umana, nel rispetto del bene comune e con una ricerca incrollabile dell’uguaglianza e della pace”, ha ribadito mons. Listecki, chiedendo alla chiesa di restare “un faro di speranza”.

La parrocchia di St. James ha subito alcuni atti di vandalismo con diverse finestre frantumate, una croce capovolta dipinta all’esterno dell’edificio e la parola “brucia” raffigurata invece sul portone d’ingresso, mentre la frase “Dio è morto” e diverse parolacce sono state scritte sulle attrezzature di costruzione della scuola parrocchiale. “Il male che vedono non è tutto, anche se le immagini sono strazianti”, ha ribadito un parrocchiano all’agenzia stampa Cna, spiegando che ci sono tanti appuntamenti e veglie di preghiera anche nelle scuole. La madre di Jacob Blake, in una conferenza stampa ieri sera, ha esortato i manifestanti ad essere pacifici: “Mentre prego per la guarigione di mio figlio – fisica, emotiva e spirituale – prego prima di tutto per la guarigione del nostro Paese. Dio ci ha messi qui perché voleva che vivessimo insieme”.

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