“Tutto il mondo fuori”: il 13 maggio documentario sul penitenziario di Padova. Don Pozza (cappellano): “l’uomo va perdonato ma nessun male va giustificato”

“Da uomo di fede riconosco che il senso di qualcosa che stai vivendo lo si capirà alla fine del percorso. Nel 2011 quindi mi sono sentito in dovere di andare a prendere il posto di cappellano nel carcere di Padova e allo stesso modo mesi fa ho accettato di far parte di questo progetto per condurre il telespettatore dentro un inferno, perché dove manca la libertà è un inferno, per fargli vedere ciò che inferno non è”. Lo ha detto oggi don Marco Pozza, cappellano del carcere di Padova, intervenendo alla conferenza stampa, promossa in streaming dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione di Uninettuno, di presentazione del documentario “Tutto il mondo fuori”, un viaggio tra storie di errore e pentimento nel carcere di Padova. Il documentario andrà in onda il 13 maggio alle 21.25 su canale 9. “La comunità carceraria – ha spiegato don Pozza – si asciuga il sudore nello sforzo di coniugare giustizia e misericordia. La giustizia senza misericordia è la mamma della tortura. Viceversa la misericordia senza la giustizia diventa la madre della dissolutezza”. Una riflessione, spiega il cappellano, abbracciata anche “da Papa Francesco che, chiedendoci di scrivere i testi della Via Crucis di quest’anno, ha rimarcato il suo legame con il mondo del carcere. È stato un momento molto importante perché in quel venerdì, con il virus che imperversava, tutto il mondo di fatto era agli ‘arresti domiciliari’ e privo di libertà”. Pertanto, ha concluso, l’obiettivo di “Tutto il mondo fuori” è far capire che “l’uomo va perdonato ma nessun male va giustificato e che il carcere non è qualcosa di altro da noi ma un mondo fatto di persone, non solo detenuti, ma anche di personale carcerario, di volontari e anche di vittime”.

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