Coronavirus Covid-19: La Nostra Famiglia, “nel lockdown aumentati nei bambini con disabilità ‘comportamenti problema’”

“Riscontrato nei bambini di tutte le età un incremento significativo di alcuni ‘comportamenti problema’, indice di una maggiore difficoltà di regolazione delle emozioni: per un terzo dei bambini sono mediamente aumentati i comportamenti di ritiro, i comportamenti ansioso-depressivi, i problemi di attenzione e i comportamenti aggressivi”. Lo rileva uno studio dell’associazione La Nostra Famiglia su 1.472 genitori e 1.630 bambini e ragazzi in tutta Italia, grazie all’indagine Radar, che ha osservato le conseguenze del lockdown sui bambini con disabilità. “I bambini sono i grandi dimenticati di questa pandemia – spiega Massimo Molteni, direttore sanitario della Nostra Famiglia –: i loro bisogni di socialità, di gioco comune, di vitali relazioni tra pari sono stati nascosti dalla immane tragedia che ci ha colpito; nascosti, ma rimangono. I bambini con disabilità o bambini con condizioni esistenziali particolari come quelli con autismo o con disabilità dello sviluppo intellettivo, forse i più sofferenti, sono addirittura completamente scomparsi dai radar”.
I genitori dei bambini che sono in carico presso i centri italiani dell’associazione hanno partecipato rispondendo in forma anonima all’indagine coordinata da Rosario Montirosso, responsabile del Centro 0-3 per il bambino a rischio evolutivo, e da Gianluigi Reni, responsabile dell’Area in tecnologie applicate dell’Irccs Medea – La Nostra Famiglia. L’indagine si è svolta agli inizi del mese di aprile, nel momento peggiore dell’epidemia, ed è ora disponibile l’analisi dei risultati. Lo studio ha preso in esame bambini con disturbi del linguaggio, dell’apprendimento, deficit motori, disturbo dello spettro autistico, disabilità intellettiva. “Esiste una risposta variegata allo stress che dipende da molti fattori – precisa Montirosso –: ad esempio, se il figlio ha più patologie, i genitori sono sottoposti ad un carico maggiore”. “Più della metà delle famiglie ha segnalato bisogno di supporto negli ambiti riabilitativi, didattici, educativi, specialmente nel momento dell’isolamento”, precisa Gianluigi Reni.

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