Siria: missione congiunta agenzie Onu nel nord-ovest. Kennedy (coordinatore regionale), “la gente nel nord-ovest ha bisogno che la violenza si fermi”

Missione congiunta oggi di diverse agenzie umanitarie dell’Onu (Oim, Unicef, Unhcr, Unfpa, Wfp, Ocha Oms) al confine nord ovest tra Siria e Turchia, nell’area del Governatorato di Idlib dove le persone sfollate sarebbero circa 1 milione, la stragrande maggioranza delle quali donne e bambini. Secondo Kevin Kennedy, coordinatore regionale umanitario per la crisi in Siria “è imperativo che l’Onu utilizzi tutte i modi necessari per raggiungere le persone che sono nel bisogno sia all’interno della Siria che oltre i confini”. “La missione – ha detto Kennedy – è stata un passo utile per comprendere meglio le realtà umanitarie sul campo e valutare la fattibilità di una presenza duratura delle Nazioni Unite a Idlib”. Nel corso della visita la delegazione Onu ha incontrato leader della comunità, Ong partner sul campo e sfollati del campo di Kafr Lousin. La missione ha poi visitato l’ospedale Bab al-Hawa e parlato con gli operatori sanitari e pazienti prima di ritornare in Turchia attraverso il valico di frontiera di Bab al-Hawa. Kennedy ha parlato di “terribili conseguenze umanitarie delle violenze in corso a Idlib, di persone traumatizzate e spaventate che hanno urgente bisogno di un rifugio, di cibo, di servizi igienico-sanitari. Gli operatori umanitari locali – ha aggiunto – stanno facendo un lavoro eroico, ma sono esausti e vengono essi stessi sfollati e uccisi. Tutte le parti in conflitto – è l’appello del coordinatore – devono rispettare i loro obblighi di protezione dei civili e delle infrastrutture civili in conformità con il diritto umanitario internazionale”. Nel bimestre gennaio-febbraio 2020 sono entrati nel nord-ovest della Siria, dalla Turchia, più di 2.150 convogli umanitari, più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2019. Ma dobbiamo fare ancora di più e aumentare la nostra presenza sul campo. La gente nel nord-ovest della Siria ha bisogno innanzitutto che la violenza si fermi”.

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