Coronavirus Covid-19: mons. Tomasi (Treviso), affidati a san Giuseppe, patrono dei lavoratori, quanti oggi sono impegnati per il bene di tutti

“Anche noi oggi ci affidiamo all’intercessione di san Giuseppe per non richiuderci nel nostro limite, che oggi tocchiamo con mano a vari livelli; abbiamo bisogno di affidarci a un’intercessione profondamente umana e forte; abbiamo bisogno di aiuto per vivere concretamente l’amore che la fede risveglia in noi; abbiamo bisogno di fatti di Vangelo e di prenderci cura gli uni degli altri”: così il vescovo Michele Tomasi nell’omelia della messa per la festa di san Giuseppe, celebrata questa mattina, in diretta streaming e su Antenna 3 e ReteVeneta, nella cripta della cattedrale di Treviso, dove riposano le spoglie di san Liberale, patrono della città e della diocesi. Una celebrazione “a porte chiuse” ma in comunione con tutti, ha sottolineato mons. Tomasi, che nella preghiera per i defunti ha affidato al Signore “in modo particolare tutte le persone morte in questo periodo, che non hanno potuto avere un ricordo, un accompagnamento nella celebrazione delle esequie e che sono accompagnate dalla tua infinita misericordia e dalla nostra preghiera”. Il vescovo ha ricordato che il Signore ha voluto il calore di una famiglia per suo figlio, Gesù, una mamma e un papà, Giuseppe, uomo giusto, silenzioso e forte.
Una parola di gratitudine e di incoraggiamento Tomasi l’ha espressa per le persone in prima linea nell’emergenza Covid-19. Ricordando le qualità di Giuseppe, il Vescovo ha affidato a lui, infatti, “la fatica, la forza, il coraggio di tutti coloro che stanno impegnandosi al limite e anche al di là delle proprie possibilità per il bene di ciascuno e di tutti. Abbiamo bisogno di pregare l’intercessione di san Giuseppe, di chi ha vissuto per servire, affinché accompagni chi sta a servizio di tutti in questo momento di prova”. Mons. Tomasi ha anche ricordato san Giuseppe come patrono dei lavoratori: “Accompagni con il suo esempio di operosità concreta e forte coloro che in questo momento continuano a lavorare, pur nelle incertezze della situazione, affidiamo al suo sguardo tutti coloro che vivono la precarietà del proprio lavoro. Non perdiamoci d’animo, per contribuire a trovare i modi e i luoghi in cui impegnarci, nel lavoro o nelle attività di volontariato, per il bene della società e di ogni persona”.

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