Coronavirus Covid-19: card. De Kesel (vescovi belgi), “il virus non conosce confini. La mentalità ‘ognun per sé’ ci rende ancora più vulnerabili”

Card. Jozef De Kesel

“A volte possono accadere eventi completamente imprevisti. Eventi che pensavamo accadessero in passato ma ora non più e, certamente, non in una società sviluppata come la nostra. Niente è meno vero. Il coronavirus ci pone di fronte ad una evidenza: siamo e restiamo esseri fragili, non solo qui o là, ma ovunque nel mondo”. Comincia così una lettera del card. Jozef De Kesel, arcivescovo di Malines-Bruxelles e presidente dei vescovi del Belgio, rivolta ai cattolici in cui invita a vivere questa crisi sanitaria in spirito di comunione e solidarietà, soprattutto verso i più poveri e i più soli. “Nessuno può permettersi di considerarsi un’eccezione. Come per la povertà e la migrazione, non esistono soluzioni a livello locale. Lo sappiamo, ma spesso lo dimentichiamo. Anche il virus non conosce confini. La mentalità ‘ognun per sé’ ci rende ancora più vulnerabili. Siamo responsabili l’uno dell’altro su scala globale. La terra è veramente la nostra casa comune”. I vescovi del Belgio sono stati tra i primi a sospendere tutte le celebrazioni liturgiche pubbliche nel Paese a partire dal 14 marzo fino a venerdì 3 aprile.

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