Papa Francesco: a “Il Mattino di Padova”, “non è semplice armonizzare giustizia e misericordia”

“Quando ho letto le meditazioni scritte mi sono commosso: mi sono sentito molto partecipe di questa storia, mi sono sentito fratello di chi ha sbagliato e di chi accetta di mettersi accanto a loro per riprendere la risalita della scarpata”. È quanto si legge nella lettera indirizzata dal Papa al direttore de “Il Mattino di Padova”, Paolo Possamai, nella quale annuncia che le meditazioni della Via Crucis di quest’anno sono state scritte dalla parrocchia della Casa di Reclusione “Due Palazzi”. “Assieme a don Marco Pozza, che voi ben conoscete, abbiamo pensato le meditazioni come un’opera corale, unendo i vari volti che compongono il mondo delle carceri – rivela il Santo Padre nella missiva pubblicata oggi dal quotidiano -: la vittima, la persona detenuta, l’agente di Polizia Penitenziaria, il volontario, la famiglia di chi è detenuto, il magistrato di sorveglianza, il funzionario pedagogico, la Chiesa, la persona innocente, a volte, ingiustamente accusata”. Per il Papa, “il carcere è un caleidoscopio di situazioni ed è sempre forte il rischio di raccontarne un particolare a scapito dell’insieme”, però “la risurrezione di un uomo non è mai opera di un singolo, ma di una comunità che lavora alleandosi assieme”. “Sono consapevole che non è semplice armonizzare giustizia e misericordia: laddove questo riesce, però, il guadagno è a favore di tutta la società”, ribadisce Francesco.

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