Coronavirus Covid-19: card. Petrocchi (Aquila), “mettere da parte discrepanze etiche e dissonanze comportamentali. Mobilitazione della preghiera”

foto SIR/Marco Calvarese

Messe, esequie, nozze, battesimi, attività catechistiche, formative e pastorali sospese fino al 3 aprile. Lo ha deciso il card. Giuseppe Petrocchi, arcivescovo metropolita di L’Aquila, in ottemperanza ai decreti del Governo dell’8 e del 10 marzo e in sinergia con i comunicati della Cei e della Conferenza episcopale di Abruzzo e Molise (Ceam). In una nota diffusa oggi l’arcivescovo informa che “i vescovi e i sacerdoti continueranno a celebrare l’eucaristia a porte chiuse (cioè senza la presenza dei fedeli)” e consiglia “la partecipazione alla liturgia, anche se ‘a distanza’, attraverso i moderni mezzi della comunicazione sociale”. Per ciò che riguarda i funerali “i sacerdoti provvedano ad impartire la benedizione del feretro presso il cimitero” rimandando alla fine dell’emergenza “una liturgia eucaristica comunitaria”. Le chiese rimarranno aperte per “la meditazione e di preghiera personale” ma sempre nel rispetto delle norme di sicurezza impartite. Lo stesso vale per i sacerdoti che “rimarranno ‘sul campo’, a disposizione dei fedeli che volessero ricevere la comunione, confessarsi o avere colloqui riservati”. Nella nota il card. Petrocchi sottolinea che la diffusione del contagio da “coronavirus rappresenta una grave minaccia per l’intera popolazione (a livello nazionale e planetario): la controffensiva a questo pericolo incombente richiede lo ‘stato-di-allerta’ delle coscienze e l’adozione unanime di comportamenti adeguati. È il tempo della ‘co-responsabilità’”, per cui “le discrepanze etiche e le dissonanze comportamentali, proprio perché lesive del bene generale, vanno evitate con fermezza e con avveduta coerenza”. Per gli aquilani, rimarca l’arcivescovo, “questo sussulto emergenziale – provocato dall’epidemia da coronavirus – rappresenta un’ulteriore sofferenza che si abbatte sulla comunità, già drammaticamente colpita dal sisma. Occorre una mobilitazione della preghiera (specie nelle famiglie), per chiedere a Dio di liberare il mondo e la nostra gente da questo flagello. Siamo certi che proprio la ‘corona-del-rosario’ costituisca una formidabile risorsa per contrastare il ‘corona-virus’”.

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