Guatemala: messaggio dei vescovi, “con nuove autorità riemerge speranza nel cambiamento, basta corruzione e assenza dello Stato”

“Nonostante le delusioni del passato e lo scetticismo che esse hanno provocato nella popolazione, la speranza del cambiamento riemerge sempre”. Lo scrivono i vescovi della Conferenza episcopale guatemalteca nel messaggio diffuso al termine della propria assemblea plenaria, venerdì scorso, e firmato dal presidente dell’organismo, confermato durante l’assemblea, mons. Gonzalo de Villa y Vásquez, vescovo di Sololá-Chimaltenango, e dal neoeletto segretario generale, mons. Antonio Calderón Cruz, vescovo di Jutiapa. Nelle loro parole, i vescovi si riferiscono al recente insediamento delle nuove autorità in seguito alle elezioni generali, a cominciare dal presidente della Repubblica, Alejandro Giammattei. “Tutti speriamo – proseguono i vescovi riferendosi ai nuovi rappresentanti delle istituzioni – che la loro priorità sia il bene comune e che si rompa la continuità con le pratiche politiche nefaste legate alla corruzione e all’assenza dello Stato in ambiti che sono invece primariamente di sua responsabilità”. L’auspicio, inoltre, è che “la priorità sia quella di promuovere una società inclusiva, con opportunità per tutti, che dia impulso allo sviluppo umano integrale della popolazione e che eviti ondate di migranti forzati a fuggire dalla povertà”.
Proprio per quanto riguarda il tema dei migranti, con riferimento soprattutto alle carovane che hanno attraversato e attraversano il Paese, i vescovi guatemaltechi ringraziano coloro che “con la loro solidarietà hanno aiutato ad alleviare le loro sofferenze” e ricordano che è “improrogabile la necessità di creare possibilità di sviluppo e di lavoro ai molti giovani che rappresentano una grande ricchezza per il nostro Paese”.
Infine, tra i vari temi di attualità affrontati, nel messaggio si legge: “È urgente che il processo elettorale dei magistrati della Corte suprema di giustizia e della Corte d’appello, nonché del Tribunale elettorale supremo, rientri nel quadro della legge, delle competenze e non dei favoritismi”.

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