Safer Internet Day: Riva (Università Cattolica), “evitare l’uso delle tecnologie per i bambini sotto i due anni”

“Le aree del cervello che governano il linguaggio del bambino sono quelle più colpite a causa di un eccessivo uso delle tecnologie. Quello che vediamo anche nelle scuole italiane è un aumento di tutte le forme di disturbo del linguaggio. Sappiamo che la dislessia negli ultimi anni ha avuto un vero e proprio boom e probabilmente questo è legato all’uso delle tecnologie”: lo ha dichiarato Giuseppe Riva, docente di Psicologia della comunicazione in Università Cattolica e organizzatore del convegno “Together for a better internet. Together for a better internet. Rapporto tra bambini, adolescenti e il digitale, tra nuove opportunità e potenziali rischi”, che si è tenuto oggi all’Università Cattolica di Milano, in occasione del Safer Internet Day.
“Recenti studi americani dicono che fra i due e i tre anni, età critica nello sviluppo del bambino, i più piccoli stanno dalle 15 alle 17 ore settimanali davanti allo schermo e questo tipicamente succede nelle famiglie che non hanno un reddito sufficiente per mandare il bambino all’asilo nido. L’educazione del figlio è delegata alla babysitter, alla nonna che usa la tecnologia come se fosse lo strumento più efficace per far stare tranquillo il bambino”, ha osservato il docente.
“Come Università Cattolica vorremo cercare di vedere, attraverso uno studio che faremo con colleghi americani, se effettivamente questi disturbi si verificano anche nei bambini italiani. In ogni caso conviene seguire quanto ha detto l’American Pediatric Association: evitare l’uso delle tecnologie per i bambini sotto i due anni anche se è difficile perché ne sono molto attratti”, ha concluso.

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