Coronavirus Covid-19: vescovi Toscana, “la via d’uscita nella collaborazione e solidarietà di tutti”

“L’emergenza che viviamo deve essere occasione per riflettere sulla precarietà e sulla fragilità della vita umana. La diffusione della malattia ci dimostra che siamo interdipendenti gli uni dagli altri, e la via di uscita da questa epidemia può essere trovata solo attraverso la collaborazione e la solidarietà di tutti”. Lo si legge in una nota della Conferenza episcopale toscana, riunita ieri all’eremo di Lecceto. Tra i temi all’ordine del giorno, le misure adottate dal Governo italiano per contrastare la diffusione del Coronavirus e come queste incidano sulla vita delle comunità cristiane e dei singoli fedeli. “I vescovi toscani hanno manifestato la loro piena sintonia con la posizione espressa dalla Cei” e “fanno richiamo, da questo punto di vista, al senso di responsabilità che in questi giorni si attende che venga praticato da tutti e, in modo particolare, da un soggetto pubblico come la Chiesa”, continua il comunicato. Riflettendo sulla sospensione delle messe, i presuli evidenziano che “evitare tutto ciò che può favorire gli assembramenti di persone limita molto la dimensione comunitaria della vita cristiana, ma è un limite che va accettato per evitare il diffondersi del contagio”. In quest’ottica, secondo i vescovi toscani, “la stessa privazione della celebrazione comunitaria può essere vissuta come gesto di carità verso la comunità civile e come segno di comunione nella Chiesa e con il popolo”. Da parte loro, l’invito ai sacerdoti a “mantenere nelle parrocchie il suono delle campane” e ai fedeli a seguire la domenica tramite televisione, radio o social network le celebrazioni.La nostalgia della messa può divenire occasione di conversione e tappa del cammino che ci conduce alla Pasqua. Questo – concludono i vescovi – sia un tempo più intenso di preghiera e di riscoperta del grande dono della Parola di Dio”.

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