Diocesi: mons. Tomasi (Treviso), “Dalle nostre terre nasce la santità”

“Dalle nostre terre nasce la santità”, così mons. Michele Tomasi ha accolto i pellegrini padovani riuniti oggi nella cattedrale di Treviso per la celebrazione eucaristica in memoria del beato vescovo Andrea Giacinto Longhin, nel 90° anniversario della sua morte. Durante l’omelia, il vescovo ha ripercorso gli ultimi mesi di vita del beato Longhin, segnati dalla totale spogliazione: dalla perdita della vista, fino all’impossibilità di muoversi e predicare, testimoniando “il primato dell’essenziale, la centralità̀ di Cristo, la povertà del suo stile di vita. Al termine, quando non aveva più nulla da offrire, se non sé stesso, ha vissuto nella forma più radicale ciò che aveva predicato”.  Mons. Tomasi ha poi attualizzato la figura del Beato in vista della imminente visita pastorale diocesana. Pur riconoscendo che i tempi, la Chiesa e la diocesi sono profondamente mutati, ha sottolineato che “lo Spirito e il mandato restano i medesimi: andare, vedere, riconoscere la grazia, rallegrarsi, esortare alla perseveranza”, arrivando a portare la pace. Citando l’enciclica “Magnifica humanitas” e il discorso ai vescovi italiani di Papa Leone XIV del 28 maggio scorso, mons. Tomasi ha esortato i fedeli a fare proprio lo sguardo del Risorto, per scorgere la “messe abbondante” che Dio prepara, senza cedere a sterili lamenti o a meri dati statistici, perché Lui è “seminatore instancabile”. Infine, la richiesta di intercessione al beato, affinché la comunità trevigiana possa essere, sul suo esempio, sentinella di speranza e portatrice di pace, con una particolare attenzione ai più piccoli, ai fragili e ai poveri. 

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