“Costruire un mondo migliore, fondato sul rispetto per la vita che nasce e che cresce, e sul senso di responsabilità verso i piccoli”. Lo ha chiesto il Papa ai giovani e alle famiglie della Guinea Equatoriale, incontrati nello stadio di Bata. “Accogliere la vita richiede amore, impegno e cura”, ha spiegato Leone XIV sottolineando quanto sia importante “tutelare e custodire la famiglia e i valori che in essa si apprendono”: “Coltiviamoli, viviamoli e testimoniamoli anche quando farlo costa sacrificio, o quando giudizi, pregiudizi e stereotipi tentano di sminuirne il valore”. “Lasciamoci entusiasmare dalla bellezza dell’amore, facciamoci testimoni dell’amore che Gesù ci ha dato e insegnato”, l’invito ai giovani e alle famiglie: “Testimoniamo ogni giorno che amare è bello, che le gioie più grandi, in tutti gli ambienti, vengono dal saper donare e dal donarsi, specialmente quando ci si china su chi è più bisognoso”. “La luce della carità, coltivata nelle case e vissuta nella fede, può davvero trasformare il mondo, anche nelle sue strutture e istituzioni, perché ogni persona vi trovi rispetto e nessuno sia dimenticato. Facciamo insieme, di questo, un proposito fermo, un impegno gioioso, perché Cristo, Crocifisso e Risorto, luce della Guinea Equatoriale, dell’Africa e del mondo intero, possa guidarci tutti verso un futuro di speranza”.