“L’idea di essere scelti per una nuova missione non è di per sé straordinaria; tuttavia, ciò che conta veramente e ha la massima importanza è la natura della missione che ci è stata affidata”. È questa la chiave di lettura con cui il nuovo patriarca caldeo di Baghdad, Paul III Nona, ha aperto il suo discorso nella cattedrale di San Tommaso Apostolo a Sydney, al termine della celebrazione che ha segnato uno dei suoi primi interventi pubblici dopo l’elezione. “Le grazie e le benedizioni di Dio superano di gran lunga le nostre aspettative”, ha affermato il patriarca, esprimendo “una profonda e sincera gratitudine a Dio Padre e al Signore Gesù Cristo per la missione che mi è stata affidata”. Paul III Nona ha quindi chiesto “la forza dello Spirito Santo per guidare me e tutta la Chiesa, affinché insieme possiamo camminare in Cristo, testimoniare con fedeltà e servire con dedizione e speranza”. Rivolgendosi ai vescovi, al clero e ai fedeli presenti, il patriarca ha sottolineato che la loro partecipazione rappresenta “un segno concreto di rispetto, di comunione e di impegno condiviso nella vita e nella missione della Chiesa”. Riflettendo sull’elezione patriarcale, ha chiarito che “non siamo noi a scegliere, ma siamo scelti” e che il credente non è chiamato a cercare l’elezione, bensì “a vivere la realtà dell’essere scelti, che riflette la fede stessa”. Il “sì” pronunciato all’elezione, ha spiegato, “non è l’inizio di un cammino, ma la continuazione di un percorso”, maturato anche grazie all’esperienza pastorale vissuta in Australia, che “ha arricchito la mia capacità di servire e ha reso più profonda la mia visione della vita e della Chiesa”. Richiamando infine la storia della Chiesa caldea, “antica e venerabile, segnata da sofferenze e prove, ma anche da momenti di grande fioritura”, Paul III Nona ha ricordato che essa non è legata a un territorio, ma “al terreno vivo della fede, ovunque essa sia vissuta e annunciata con coraggio”. “Le sfide sono grandi ma la nostra fede è più grande e più forte”, ha concluso, chiedendo la preghiera di tutti mentre inizia il suo servizio “come padre e come pastore”.