“La ricchezza nella differenza” e il riconoscimento di quanto le identità europee siano intrecciate con l'”altro”: è la rotta tracciata da Wael Farouq, direttore dell’Arabic Cultural Institute (Aci) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, in apertura della nona edizione del Festival internazionale di lingua e cultura araba, svoltasi il 17 e 18 aprile nell’ateneo milanese. La cerimonia inaugurale ha visto i saluti di Ahmed Al Ameri, direttore della Sharjah Book Authority, di M’hamed Safi Mostaghanmi, segretario generale dell’Accademia della lingua araba di Sharjah, e di Walid Othman, console generale della Repubblica Araba d’Egitto. Il convegno scientifico del sabato si è aperto con l’intervento di Omar Adel Sherif, primo vicepresidente della Corte Costituzionale egiziana, sul rapporto tra diritto, cultura e narrazione nelle tradizioni giuridiche arabe ed europee. Ampio spazio è stato dedicato alla letteratura, con “Le mille e una notte” come filo conduttore tra le tradizioni italiana, inglese e mitteleuropea. La chiusura ha assunto una dimensione artistica con la sezione dedicata alla poesia: prima le voci di quattro poetesse di Tunisia, Libano, Siria e Turchia, poi la performance “PoesiaConcerto” del gruppo “Casa della Poesia Meridiana – Casa del Duende”.