Vescovi Ue: mons. Sfeir (arcivescovo maronita Cipro), “basta alla violenza. Basta alla logica di potere che schiaccia i diritti fondamentali”

(Da Cipro) “Occorre dire con determinazione: basta alla violenza, alla violazione della dignità e della giustizia; basta all’indifferenza davanti alla sofferenza umana; basta alla logica di potere che schiaccia i diritti fondamentali. Siamo chiamati ad illuminare le coscienze, a promuovere il dialogo e a sostenere ogni iniziativa che favorisca la riconciliazione e la pace”. E’ un grido quello lanciato dall’arcivescovo maronita di Cipro Selim Jean Sfeir ai vescovi dell’Unione Europea riuniti da oggi a Nicosia per la loro Assemblea plenaria. In occasione della presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea, i vescovi dell’Ue hanno scelto di recarsi a Nicosia, Cipro, per la loro Assemblea plenaria primaverile del 2026. L’incontro – ospitato dall’Arcieparchia maronita di Cipro – si concentrerà sulla situazione attuale in Terra Santa e in Medio Oriente, con particolare attenzione alla condizione dei cristiani nella regione nonché sulle sfide che la Chiesa e le comunità cristiane della regione si trovano ad affrontare. Questa mattina è intervenuto – a porte chiuse e in collegamento da Gerusalemme il cardinale Pierbattista Pizzaballa. Nel suo saluto, l’arcivescovo Sfeir ha dato il benvenuto nell’amata terra di Cipro, “crocevia di popoli, culture e tradizioni cristiane”. “Questa scelta – ha detto – assume un significato particolare in tempo segnato da tensioni, conflitti e profonde trasformazioni politiche e sociali che continuano a generare tensioni e divisioni. L’isola è ponte naturale tra l’Europa e il Medio Oriente. Ha conosciuto e porta ancora le ferite delle sofferenze legate ai conflitti della regione. Sentiamo una responsabilità piena e condivisa per il futuro della Terra Santa, un futuro fondato sulla dignità della persona umana, nella giustizia e nell’amore. Tuttavia, i conflitti stanno continuando a seminare morti, a moltiplicare nelle città e nei villaggi sofferenze ingiuste e ad alimentare ulteriori guerre finché una pace giusta duratura e pienamente rispettosa di tutti gli abitanti della regione non sarà realmente cercata e resa possibile”. “Le ricchezze di queste terre sono spesso all’origine di tali conflitti e una delle cause profonde di queste guerre”, ha osservato mons. Sfeir. “Per questo la voce della chiesa deve farsi sentire”. Ed ha aggiunto: “Troppo spesso coloro che muovono le fila della storia, sono accecati dalla cupidigia e dalla sete di potere e dal denaro. Il nostro compito come discepoli di Cristo è di essere la voce che grida nel deserto di questo mondo. La chiesa in Europa chiamata testimoniale la parola di Gesù con coraggio e chiarezza, deve affermare senza esitazione che la dignità della persona umana è fondamento di un’autentica convivenza, che la giustizia è la condizione della pace e che l’amore evangelico è l’unica forza capace di trasformare la storia. Noi siamo chiamati ad esserne i primi testimoni”.

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