La Commissione europea e l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza hanno proposto oggi un nuovo regime di sanzioni “per contrastare il traffico di migranti, la tratta di esseri umani e altre forme gravi di criminalità organizzata, tra cui il traffico di armi da fuoco e droghe illecite e il riciclaggio di denaro”. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: “Oggi presentiamo un nuovo regime di sanzioni contro i trafficanti e i trafficanti di migranti. Abbiamo tutti un obiettivo comune: farli uscire dal giro d’affari e salvare la vita di migliaia di persone che sognano una vita migliore. In Europa dobbiamo essere noi a decidere chi viene da noi e in quali circostanze”. In una nota della Commissione si insiste: “I criminali organizzati destabilizzano le società, minano lo Stato di diritto e la democrazia e indeboliscono la stabilità e la sicurezza economiche. Le attività illecite dei trafficanti e dei trafficanti di migranti provenienti da Paesi terzi rappresentano una grave minaccia per la sicurezza e i valori dell’Unione”.
Le proposte odierne si indirizzano verso vari obiettivi: attività illecite che hanno origine al di fuori dell’Unione e che, a causa della loro natura diffusa, sistematica o organizzata, costituiscono una grave minaccia per i valori dell’Unione, per la sicurezza dell’Unione e dei suoi Stati membri o per la sicurezza internazionale; comportamenti connessi al traffico di migranti, alla tratta di esseri umani, alla tratta e ad altre attività connesse alle droghe illecite, alla fabbricazione e al traffico illeciti di armi da fuoco e al riciclaggio di denaro.
Le misure restrittive proposte sono le seguenti: congelamento dei beni e divieti di mettere fondi o altre risorse economiche a disposizione delle persone o entità inserite nell’elenco; divieti di viaggio per impedire l’ingresso o il transito negli Stati membri dell’Ue da parte delle persone inserite nell’elenco. Gli strumenti proposti sarebbero applicati in modo coordinato, “garantendo che le sanzioni siano rapide, proporzionate e riesaminate periodicamente”. Le proposte saranno ora presentate al Consiglio e dovranno essere adottate dagli Stati membri all’unanimità.