Assegno unico: Bordignon (Forum famiglie), “va reso realmente universale, necessario anche rafforzare servizi e conciliazione”

(Foto Forum Famiglie)

“Il lavoro femminile non è scoraggiato dall’assegno unico in sé, ma dal fatto che, nella pratica, questa misura non è mai stata realmente universale. Poiché l’importo diminuisce al crescere dell’Isee, in alcuni casi, soprattutto in presenza di redditi da lavoro bassi, può risultare economicamente poco conveniente entrare o rientrare nel mercato del lavoro. Lo stesso meccanismo si riscontra anche in altre agevolazioni fiscali che si riducono all’aumentare del reddito familiare. Se uno dei due coniugi, spesso la donna, non lavora, l’Isee rimane più basso e la famiglia beneficia di un assegno più elevato”. Lo ha dichiarato Adriano Bordignon, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari, commentando i dati emersi dal Rapporto annuale dell’Inps.
“Le leve su cui intervenire sono essenzialmente due – ha spiegato Bordignon -. La prima è aumentare i redditi da lavoro, a partire da quelli femminili, che continuano a essere significativamente inferiori rispetto a quelli maschili. La seconda è rendere l’Assegno unico realmente universale, svincolandolo dall’Isee, come il Forum delle associazioni familiari propone da sempre. Non si tratta, infatti, di una misura assistenziale di contrasto alla povertà, ma di una politica a sostegno della natalità e della famiglia. Anche nelle nostre proposte di riforma fiscale abbiamo indicato la necessità di ridurre al minimo gli effetti distorsivi determinati dalle soglie di reddito. È fondamentale, pertanto, rafforzare tutti gli strumenti che favoriscono la conciliazione tra famiglia e lavoro”. Il presidente del Forum è chiaro: “L’assegno unico, da solo, non basta: deve essere accompagnato da una maggiore diffusione dello smart working, da servizi educativi e di cura adeguati e da un welfare aziendale che riconosca i lavoratori non soltanto come individui, ma come persone inserite in un nucleo familiare, con responsabilità di cura verso i figli, gli anziani e le persone fragili”.

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