Diocesi: mons. Oliva (Amm. Ap. Locri), “come Chiesa desideriamo che si formi sempre più una comunità viva e solidale”

“Come Chiesa desideriamo che si formi sempre più una comunità viva, una comunità che partecipa, una comunità solidale, una comunità che vede queste ferite che hanno toccato delle persone e delle famiglie come proprie ferite. Non una vicinanza occasionale, ma l’espressione del desiderio di camminare insieme”. Lo ha detto ieri l’amministratore apostolico di Locri-Gerace, mons. Francesco Oliva, partecipando all’intitolazione del Parco comunale di Camini, dedicato alla memoria di Vincenzo Grasso, imprenditore locrese ucciso dalla ’ndrangheta per aver rifiutato il pizzo e scelto la via della legalità. All’iniziativa, promossa dall’Amministrazione comunale di Camini e dal Coordinamento Locride di Libera, hanno partecipato don Luigi Ciotti, Presidente di Libera, la Caritas Diocesana, diversi sindaci e amministratori locali, numerose associazioni del terzo settore, tra cui la realtà di accoglienza Jungi Mundu di Camini, e i giovani del campo estivo di Libera attualmente impegnati nel territorio. Nel suo intervento, mons. Oliva ha richiamato il valore ecclesiale e civile del “fare memoria”, sottolineando che la Chiesa è chiamata a sostenere la crescita di una comunità viva, partecipe e solidale, capace di riconoscere come proprie le ferite inflitte dalla violenza mafiosa.  Don Luigi Ciotti ha richiamato la responsabilità collettiva di una memoria viva, che non si limita alla celebrazione ma si traduce in impegno quotidiano per la verità, la giustizia e la libertà: “Il nome di Vincenzo deve graffiare le coscienze. La memoria non può diventare retorica: deve tradursi ogni giorno in responsabilità. Non uccidiamoli una seconda volta dimenticando la verità che ancora manca”. Stefania Grasso, figlia di Vincenzo, ha espresso gratitudine per l’intitolazione, ricordando il legame profondo con Camini, “paese dell’integrazione”, e il valore educativo del parco dedicato a suo padre, “simbolo di tutte le vittime innocenti di mafia”.

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