Gli eurodeputati hanno adottato oggi emendamenti alla posizione del Consiglio sulla deroga alle norme ePrivacy ai fini dell’individuazione degli abusi sessuali sui minori online nei quali chiedono di “escludere dall’ambito di applicazione della normativa le comunicazioni alle quali è stata o sarà applicata la crittografia end-to-end”. La posizione del Consiglio avrebbe di fatto ripristinato una deroga scaduta, consentendo fino ad aprile 2028 ai fornitori di servizi di individuare volontariamente casi di abuso sessuale su minori e di adescamento di minori nelle comunicazioni private sui propri servizi, nonché di rimuovere e segnalare il relativo materiale. La posizione emendata del Parlamento sarà ora trasmessa al Consiglio, che avrà tre mesi di tempo per approvare o respingere gli emendamenti. Se il Consiglio non accetterà tutte le modifiche, precisa una nota emessa a Strasburgo, Parlamento e Consiglio avvieranno la procedura di conciliazione per raggiungere un accordo sul testo legislativo.
Nella seconda lettura della procedura legislativa non c’è voto finale. Per respingere la posizione del Consiglio era necessaria la maggioranza assoluta dei deputati, attualmente pari a 360 voti. La prima proposta di respingimento ha ottenuto 314 voti a favore, 276 contrari e 17 astensioni, mentre la seconda 276 voti a favore, 286 contrari e 30 astensioni. Il Parlamento conclude quindi la seconda lettura modificando la posizione del Consiglio.
La deroga avrebbe carattere temporaneo ed è intesa a colmare un vuoto giuridico mentre proseguono i negoziati su un regime permanente per la lotta agli abusi sessuali online sui minori.