(Strasburgo) Luci puntate sulla violazione dei diritti umani nell’ultima giornata di lavori in plenaria per il Parlamento europeo prima della pausa estiva. Dopo i dibattiti andati in scena mercoledì sera, il voto di oggi approva le risoluzioni relative alla persecuzione dei cristiani in Nigeria (510 voti a favore, 1 contrario, 86 astenuti), al perdurare della crisi umanitaria in Sudan (476 sì, 28 no, 96 astenuti) e alla situazione delle bambine costrette a matrimoni forzati in Pakistan (adottata per alzata di mano). Sulla persecuzione dei cristiani in Nigeria, è stata l’eurodeputata Miriam Lexmann a definire il massacro nel villaggio di Kawel “l’ennesimo tragico segnale” di una violenza crescente nel Paese africano. Lexmann ha invitato l’Ue a condannare con forza gli attacchi e a fare pressione sul governo nigeriano affinché intensifichi la lotta contro i gruppi armati responsabili, comprese le milizie Fulani e Boko Haram. Nel dibattito sulla situazione a El-Obeid, in Sudan, l’eurodeputata Marit Maij ha parlato di “orologio che scorre inesorabile” per la popolazione civile, chiedendo una risposta politica coerente da parte delle istituzioni europee. Infine, per quanto riguarda la situazione in Pakistan, l’eurodeputata Alessandra Moretti ha denunciato la condizione delle bambine vittime di matrimoni forzati e conversioni obbligate, parlando di “violazione sistematica dei diritti” e chiedendo una legislazione urgente a tutela di donne e minori.