“Quanto accaduto con la morte dei quattro braccianti stranieri, arsi vivi all’interno della loro auto, rappresenta un orrore inimmaginabile che scuote profondamente le coscienze e lascia sgomenta l’intera comunità nazionale”. Lo afferma Coldiretti in una nota attraverso la quale esprime “il più profondo cordoglio e la propria vicinanza alle famiglie delle vittime, colpite da una tragedia che non può e non deve lasciare indifferenti”. “Siamo di fronte a un episodio di una gravità sconvolgente che nulla ha a che vedere con il mondo agricolo, con il lavoro nelle campagne e con i valori che quotidianamente animano centinaia di migliaia di imprese agricole italiane”, denuncia l’associazione, per la quale “si tratta di un fatto criminale e disumano che richiama ancora una volta la necessità di mantenere altissima l’attenzione contro ogni forma di sfruttamento, illegalità e marginalizzazione che può colpire i lavoratori più fragili”. “Proprio per questo – prosegue la nota – è necessario continuare a rafforzare l’azione di controllo e contrasto a tutte le forme di lavoro irregolare e di sfruttamento, colpendo senza esitazione chi opera fuori dalla legalità e danneggia al tempo stesso i lavoratori e le imprese oneste”.
Coldiretti ricorda di essere stata “tra le prime organizzazioni a sostenere con forza l’introduzione della legge contro il caporalato, quando ancora il fenomeno non era al centro dell’attenzione pubblica, considerandola uno strumento indispensabile per tutelare la dignità del lavoro e contrastare le infiltrazioni criminali nelle filiere produttive”. “In questi anni – viene sottolineato – l’impegno non si è mai fermato grazie anche all’attività svolta insieme alla Fondazione Osservatorio Agromafie, attraverso iniziative di monitoraggio, studio, sensibilizzazione e promozione della legalità, con l’obiettivo di prevenire ogni forma di sfruttamento e rafforzare la trasparenza lungo tutta la filiera agroalimentare”. “La tragedia che ha colpito questi quattro lavoratori – conclude Coldiretti – impone una riflessione profonda e un rinnovato impegno da parte di tutte le istituzioni, delle forze sociali e del mondo produttivo. La legalità, il rispetto della persona e la tutela della vita umana devono restare principi non negoziabili. Solo così sarà possibile isolare chi opera nell’illegalità e difendere il lavoro vero, quello che ogni giorno contribuisce alla crescita economica e sociale del Paese nel rispetto delle regole e della dignità delle persone”.