“Il rito ci coinvolge in una sequenza di gesti e di preghiere ben definita, che talora può contrastare con la nostra individuale tendenza alla spontaneità”. A farlo notare è stato il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi, pronunciata in piazza San Pietro, dedicata ancora una volta alla Sacrosanctum Concilium. “La sua logica, però, non è quella di imbrigliare la libertà in schemi”, ha precisato Leone XIV: “Al contrario, con la sobrietà solenne dei suoi ritmi, il rito interrompe attività frenetiche, riconducendoci all’essenziale”. “Scopriamo così un’altra dimensione dell’agire, non guidata da calcoli produttivi, e un’altra esperienza del tempo e dello spazio”, ha assicurato il Pontefice, secondo il quale “nel rito sperimentiamo una logica di gratuità, troviamo una sosta che rigenera il cuore, riconosciamo di essere preceduti dalla grazia divina, impariamo a vivere in un ritmo abitato dallo Spirito Santo”.