Leone XIV: udienza, “i simboli toccano il cuore e la mente, suscitando autentiche relazioni ecclesiali”

“Segno” e “simbolo” non sono sinonimi. Lo ha spiegato il Papa, che nella catechesi dell’udienza di oggi, pronunciata in piazza San Pietro e dedicata ancora una volta alla Sacrosanctum Concilium, ha spiegato come “un segno è simbolico quando è capace di rimandare non solo a un’idea, ma a un intero sistema di significati e di valori”. Emblematico, ad esempio, è il segno dell’acqua: “quando siamo aspersi con l’acqua benedetta si ravviva in noi la coscienza del dono ricevuto con il battesimo e la nostra adesione alla vita nuova in Cristo”. I simboli, inoltre, “hanno essenzialmente un carattere pratico, essendo anzitutto azioni: più semplici e comuni, come l’inginocchiarsi e darsi la pace, o più impegnative, come gli atti costitutivi di ogni Sacramento”. Soprattutto, per il Papa, “i simboli hanno una singolare dimensione performativa e trasformante, sia verso gli elementi materiali che li compongono, sia verso coloro che vi entrano in contatto, generando appartenenza, toccando il cuore e la mente, suscitando autentiche relazioni ecclesiali”.

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