Sono oltre 25.000 i giovani di origine immigrata che frequentano oggi l’università in Italia. Una presenza che racconta l’emergere di una generazione istruita, consapevole, desiderosa di contribuire alla vita democratica del Paese in cui è cresciuta. E’ quanto emerge dalla ricerca “Quando il protagonismo cresce dai margini. L’impegno sociale e politico dei giovani di origine immigrata”, promossa da Caritas Italiana e realizzata dal Centro studi Medì – Migrazioni nel Mediterraneo (Tau editrice), presentata oggi a Milano, presso la Graduate School in Social and Political Sciences dell’Università degli Studi di Milano. Il convegno, dal titolo “Cittadinanza legale e cittadinanza vissuta: l’impegno sociale e politico dei giovani di origine immigrata”, ha offerto l’occasione per approfondire la realtà dei giovani di seconda e terza generazione che studiano, partecipano, si impegnano nei territori, nelle associazioni, nei movimenti, nel volontariato e nelle istituzioni. A dispetto di narrazioni che tendono spesso a collocare le nuove generazioni di origine straniera dentro categorie di marginalità, fragilità o devianza, la ricerca restituisce un quadro molto più ampio e dinamico. Lo studio si basa su oltre 400 questionari e 40 interviste in profondità, tra cui 25 rivolte a giovani eletti in istituzioni locali e nazionali. Ne emerge il profilo di una generazione che non si limita a chiedere riconoscimento, ma prova a tradurre l’esperienza delle discriminazioni in responsabilità pubblica, impegno civico e partecipazione politica.
La ricerca ha previsto il coinvolgimento dei giovani di origine immigrata su due livelli: come protagonisti delle esperienze di partecipazione e attivismo civico analizzate, e come giovani ricercatori, sia nel mondo accademico sia nell’esperienza delle Caritas diocesane. Dalla partecipazione studentesca ai movimenti sociali, dalle manifestazioni per la pace al volontariato, dalla solidarietà internazionale all’impegno politico-istituzionale, il volume mostra come la cittadinanza non sia soltanto una condizione giuridica, ma anche una pratica quotidiana, costruita nelle relazioni, nella cura dei beni comuni, nella responsabilità verso la comunità. I lavori sono stati introdotti da Eralba Cela dell’Università di Milano e da don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana. Sono intervenuti, tra gli altri, Maurizio Ambrosini, Deborah Erminio, Yasmin Doghri, Maurizio Artero, Samuele Davide Molli e Walter Nanni.