“Non vi auguro una vita facile, perché non esiste per nessuno, ma una vita piena. Vi auguro amicizie vere, preziose e anche un po’ scomode, che non vi dicano sempre tutto quello che volete sentire. Vi auguro di non dimenticare mai le vostre origini. Siate orgogliosi di essere marsicani e di portare questo marchio ovunque andiate, senza temere di essere da meno rispetto agli altri. E se doveste allontanarvi dalla Marsica per ragioni di studio o di lavoro, vi auguro di ritornarci, prima o poi, per aiutare questo nostro stupendo territorio a crescere sempre di più”. Lo ha affermato ieri sera il vescovo di Avezzano, mons. Giovanni Massaro, incontrando i maturandi della Marsica nella Notte prima degli esami.
Rivolgendosi a loro, il presule ha sottolineato che “l’appuntamento degli esami di maturità, che vivrete a partire da domani, costituisce una tappa importante della vostra vita, perché segna il vostro ingresso, da adulti, nel mondo”. “Un mondo bello, ma malato”, ha osservato: “Malato di violenza e di guerre, nel quale sono ancora tanti coloro che muoiono sotto le bombe; un mondo in cui è più facile offendere che parlare, odiare più che ragionare, alzare muri piuttosto che costruire ponti. Un mondo in cui parole normali come pace e dialogo sono diventate ‘rivoluzionarie’. Un mondo in cui l’intelligenza artificiale è capace di tutto, ma non è capace di amare”. “Ecco perché – ha commentato mons. Massaro – questo mondo ha bisogno di voi. Ha bisogno di giovani che sappiano amare e rispondere al male con il bene, che sappiano dire sì alla vita, che sappiano sognare, che non abbiano paura di chiedere aiuto, che sappiano rialzarsi quando cadono. Che sappiano guardare l’altro, anche se viene da lontano, come un dono e mai come un nemico”. “Come vescovo e padre, vi benedico con la gioia e la certezza che il meglio per voi deve ancora arrivare”, ha concluso il vescovo.