Stamattina alle 7 in duomo a Bolzano il vescovo di Bolzano-Bressanone Ivo Muser e alcuni collaboratori hanno acceso le candele per i maturandi che hanno partecipato all’iniziativa “Be Blessed!” (sii benedetto/a), che si svolge in Austria e a cui per la prima volta ha aderito l’Alto Adige. Contemporaneamente i messaggi di benedizione personalizzati sono stati inviati sui cellulari degli studenti. La proposta vuole accompagnare i giovani nel primo giorno degli scritti della maturità, mostrare loro che c’è chi li pensa e augurare successo all’esame.
Al progetto hanno potuto iscriversi non solo gli studenti ma anche genitori, nonni, fratelli e sorelle, amici e insegnanti. La risposta in Alto Adige è stata nettamente superiore alle aspettative: complessivamente sono state registrate 560 iscrizioni, tra cui appunto familiari e persone care che hanno voluto incoraggiare i maturandi anche in questo modo. Il vescovo Ivo Muser definisce l’iniziativa un connubio tra vicinanza personale, preghiera e comunicazione moderna. “Le candele e i messaggi di benedizione sono un segno che i giovani non sono soli nel loro cammino. La candela accesa è un segno di protezione e di preghiera per i nostri maturandi”, ha sottolineato mons. Muser. L’iniziativa vuole trasmettere ai giovani, in una fase importante della loro vita, un messaggio chiaro: non sono solo o sola, non dipende tutto da me, c’è chi prega per me. “Be Blessed!” si svolge in Austria già da diversi anni e quest’anno per la prima volta ha partecipato anche l’Alto Adige attraverso l’Intendenza scolastica tedesca-Ispettorato per l’insegnamento della religione e l’Ufficio diocesano scuola e catechesi. Visto il riscontro, si pensa di riproporre l’azione delle candele e dei messaggi whatsapp anche il prossimo anno.