L’accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine a mesi di guerra in Medio Oriente deve garantire una pace duratura fondata sulla tutela dei diritti umani, sulla giustizia e sull’accertamento delle responsabilità per le violazioni commesse durante il conflitto. È quanto afferma Amnesty International in una dichiarazione diffusa dopo la firma del memorandum d’intesa tra Washington e Teheran. Secondo la segretaria generale dell’organizzazione, Agnès Callamard, l’intesa rappresenta un “fragile sollievo” per milioni di persone colpite da una guerra che ha provocato oltre 6.000 morti nella regione, ma non può limitarsi a interrompere le ostilità. Amnesty chiede che il testo dell’accordo includa misure concrete per garantire verità, giustizia, riparazioni e garanzie di non ripetizione per le vittime di crimini di diritto internazionale. “La comunità internazionale deve agire immediatamente per chiedere il ritiro delle forze israeliane dal territorio libanese – afferma -, consentire alle persone sfollate di tornare alle proprie case in modo sicuro e volontario e garantire giustizia e riparazioni alle persone che hanno subito violazioni del diritto internazionale in Libano dal 2023 a oggi. Gli stati devono inoltre chiedere la fine del genocidio di Israele nella Striscia di Gaza e il ritiro israeliano da tutto il Territorio palestinese occupato”. In Iran, prosegue, “la sola fine dei bombardamenti non garantirà sicurezza a una popolazione sottoposta a un’intensificata campagna repressiva da parte delle autorità della Repubblica islamica. Tale campagna ha incluso arresti arbitrari di massa, sparizioni forzate, torture e maltrattamenti, processi gravemente iniqui celebrati con procedure accelerate ed esecuzioni motivate politicamente. Dall’inizio della guerra, ci sono state almeno 44 esecuzioni del genere e oltre 6000 persone sono finite in carcere arbitrariamente. Manifestanti, dissidenti e altre persone che chiedono un profondo cambiamento politico continuano a essere esposte al grave rischio di ulteriori crimini di atrocità da parte delle autorità iraniane”. Callamard chiede che l’accordo tra Stati Uniti e Iran “sia accompagnato da un duplice approccio diplomatico incentrato sulle persone, con misure concrete per prevenire ulteriori crimini di atrocità da parte delle autorità iraniane, compresi eventuali nuovi massacri di manifestanti, e per sostenere le richieste della società civile di cambiamenti sostanziali in materia di diritti umani, compresa una riforma della costituzione”.