In vista del World Whistleblower Day e dell’evento che si svolgerà a Roma il 23 giugno è online il Report Whistleblowing 2025 di Transparency International Italia con lo stato dell’arte del whistleblowing in Italia.
Il 2025 conferma che il whistleblowing in Italia sta attraversando una fase di consolidamento. A quasi tre anni dall’entrata in vigore del d.lgs. 24/2023, organizzazioni pubbliche e private hanno compiuto importanti progressi nell’implementazione dei canali di segnalazione, nel rafforzamento delle procedure interne e nella diffusione di una maggiore consapevolezza degli obblighi normativi. L’attività di monitoraggio, ricerca e supporto svolta da Transparency International Italia restituisce un quadro articolato: da un lato si registra un significativo miglioramento degli strumenti organizzativi a disposizione di enti e aziende, dall’altro lato emerge un sistema ancora lontano dal garantire la piena tutela delle persone che segnalano illeciti.
Le analisi contenute nel rapporto mostrano che la vera sfida del whistleblowing non riguarda più soltanto la creazione dei canali di segnalazione, ma la capacità del sistema di proteggere concretamente i whistleblower quando quei canali non funzionano, quando le segnalazioni non vengono gestite correttamente o quando il segnalante subisce conseguenze discriminatorie, ritorsive o professionali.
L’analisi della giurisprudenza evidenzia alcuni segnali incoraggianti. Per la prima volta assistiamo a decisioni che valorizzano pienamente principi centrali della disciplina, come l’inversione dell’onere della prova e il diritto al risarcimento del danno conseguente a misure ritorsive. Si tratta di sviluppi importanti che contribuiscono a rendere le tutele previste dalla legge meno teoriche e più concrete. Allo stesso tempo, il numero ancora limitato di pronunce e di provvedimenti da parte di Anac dimostra come il sistema applicativo sia ancora in una fase iniziale di consolidamento.
Anche l’approfondimento dedicato ai settori speciali mette in luce la necessità di un maggiore coordinamento normativo. La presenza di discipline frammentate e differenziate continua a generare incertezze applicative e livelli di tutela non sempre omogenei tra i diversi contesti lavorativi.
Il tema centrale del whistleblowing resta quello della protezione delle persone. Nasce in questa prospettiva la Casa dei Whistleblower: uno spazio di orientamento, supporto e comunità pensato per accompagnare chi si trova nella difficile scelta di segnalare un illecito. Un luogo in cui le persone possano comprendere non solo i propri diritti e le tutele previste dalla normativa, ma anche i rischi e le responsabilità connessi a una segnalazione, affinché ogni scelta possa essere compiuta in modo consapevole e informato. “L’obiettivo della Casa dei Whistleblower è quello che guida da sempre il lavoro di Transparency International Italia: contribuire alla costruzione di un sistema in cui segnalare illeciti rappresenti un atto di responsabilità civica riconosciuto, valorizzato e adeguatamente protetto”, dichiara Giorgio Fraschini, responsabile programma Whistleblowing per Transparency International Italia.