Austria: critiche al Sistema europeo d’asilo. “Aspetti anticristiani”

Rappresentanti di organizzazioni umanitarie, della politica, della Chiesa e della società civile hanno espresso preoccupazione per il graduale indebolimento degli standard fondamentali di protezione dei rifugiati attraverso il nuovo Sistema europeo comune di asilo (Ceas) durante una tavola rotonda tenutasi ieri sera a Vienna. Organizzato dalla Rete parrocchiale per l’asilo, il dibattito, con il titolo “Ceas – Un addio alla Convenzione di Ginevra sui rifugiati?” è stato moderato da Katharina Renner, responsabile della Caritas parrocchiale di Vienna e vicepresidente di Azione cattolica Austria (KaÖ), e si è svolto anche nel contesto del 75° anniversario della Convenzione di Ginevra sui rifugiati. Lukas Gahleitner-Gertz del Coordinamento austriaco per l’asilo ha descritto la riforma come la continuazione di un sistema già problematico. L’Europa aveva un sistema comune di asilo, “il problema era semplicemente che non funzionava”. L’idea di base di esaminare le domande di asilo alle frontiere esterne non è nuova. Il sistema è fallito a causa della mancanza di solidarietà tra gli Stati membri. Gahleitner-Gertz ha messo in guardia contro procedure accelerate, tempistiche più brevi e nuovi ostacoli all’accesso ai diritti. Le persone verrebbero “ulteriormente private del loro diritto ad avere diritti”. Anche Renner, in un articolo pubblicato oggi sul quotidiano diocesano viennese “Der Sonntag”, ha criticato aspramente il governo federale che, con l’attuazione del Ceas, ha annunciato l’intenzione di “andare oltre le rigide normative Ue”. Il tono e l’atteggiamento dei politici di spicco rivelano “che i richiedenti asilo vengono trattati come un fastidio da cui si desidera isolarsi”. Non cercare una soluzione “praticabile che rispetti la dignità umana, ma piuttosto denigrare le persone e giustificare pratiche che violano i diritti umani, è anticristiano”, ha criticato Renner.

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