Ricorre quest’anno il 75° anniversario della Convenzione di Ginevra del 1951, pilastro del diritto internazionale dei rifugiati. E ricorre dopodomani, sabato 20 giugno, l’annuale Giornata mondiale del rifugiato, “occasione per riflettere su quanto e come ci si prodiga, anche nel territorio ambrosiano, per assicurare protezione a ogni donna e uomo in fuga da guerre, violenze, persecuzioni e discriminazioni”. Lo si legge in un ampio documento diffuso da Caritas Ambrosiana, Consorzio Farsi Prossimo, Avvocati per niente e Fondazione Casa della carità di Milano. Richiamati alcuni dati essenziali sul numero delle persone in fuga nel mondo (117 milioni, secondo l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati), riprese le parole di Papa Leone riservate ancora di recente a migranti e rifugiati (“Prima di dirvi qualsiasi parola, voglio inchinarmi davanti alla vostra dignità”), le realtà milanesi firmatarie ribadiscono il loro “convinto impegno a favore di rifugiati e richiedenti asilo che, da numerosi Paesi, approdano nei territori della diocesi di Milano”. I soggetti autori del documento vantano un’esperienza pluridecennale, sviluppata su più versanti e riservata a migliaia di uomini e donne, adulti e minori. Alcuni numeri: 1.806 gli appuntamenti per la domanda di protezione internazionale prenotati nel 2025, a favore di altrettanti cittadini stranieri, dal Servizio accoglienza immigrati di Caritas Ambrosiana; 60 i rifugiati giunti in diocesi tramite i Corridoi umanitari e lavorativi, per i quali dal 2018 Caritas ha organizzato accoglienza e integrazione; 23 i giovani arrivati con i Corridoi universitari; 904 i rifugiati e richiedenti asilo che, al 1° giugno, sono seguiti nei rispettivi percorsi di accoglienza e integrazione, ospiti di 124 appartamenti e 9 centri collettivi gestiti da 5 cooperative sociali; 131 le persone rifugiate (da 24 Paesi) accolte dalla Fondazione Casa della Carità, a partire dal 2022, nell’ambito del sistema di accoglienza Sai.