“La nostra Madre Chiesa è unita, ma non uniforme; il suo grembo fecondo ha dato alla luce varie tradizioni spirituali e teologiche, riti e discipline diversi, che si arricchiscono a vicenda”. Lo ha detto Papa Leone XIV ricevendo oggi in Sala Clementina i partecipanti all’Assemblea plenaria della Riunione delle opere per l’aiuto delle Chiese orientali (Roaco). Il Pontefice ha sottolineato che “soccorrere una Chiesa non significa solo provvederla di mezzi materiali di sussistenza, ma anche aiutarla a crescere nella sua identità e nella sua forza evangelizzatrice”. Leone XIV ha ricordato che le Chiese orientali cattoliche “custodiscono molti tesori”, condividendoli “con i fratelli e le sorelle delle Chiese ortodosse”, e che l’Oriente cristiano “fa risplendere la luce della grazia attraverso liturgie dense di sacralità” e “testimonia la potenza della preghiera d’intercessione”. Il Papa ha poi citato san Giovanni Paolo II, che nell’esortazione apostolica “Orientale lumen” (n. 24) ribadì la necessità di “conoscere la liturgia delle Chiese d’Oriente” e di “offrire nei seminari e nelle facoltà teologiche un insegnamento adeguato su tali materie, soprattutto per i futuri sacerdoti”. Leone XIV ha esortato i partecipanti a “coltivare sempre la vita spirituale, soprattutto attraverso la costanza nella preghiera e nella vita sacramentale”, ricordando che “le opere di bene non portano frutto duraturo se non si alimentano alla sorgente del bene, la sorgente che è Dio”.