L’Osservatorio Vaticano sta rendendo disponibile il suo telescopio principale agli studenti delle università gesuite. Recentemente – si legge in una nota – l’Osservatorio ha completato con successo la robotizzazione e l’automazione del suo Telescopio Avanzato Vaticano (VATT), situato sul Monte Graham in Arizona (USA), che permette agli astronomi di utilizzare il telescopio da remoto, senza dover essere sulla montagna. Il nuovo sistema di automazione, chiamato “Don”, fa sì che il VATT possa essere utilizzato da remoto da altri. Recentemente, un incontro tra Kim Bepler, della Thomas Lord Charitable Trust, il direttore dell’Osservatorio Vaticano, padre Richard D’Souza, e il presidente della Vatican Observatory Foundation, fratel Guy Consolmagno, ha portato allo sviluppo di un programma per collegare senza interruzioni il VATT a Castel Gandolfo e, più in generale, per consentirne l’uso dalle università gesuite di tutto il mondo, soprattutto a quelle che altrimenti non avrebbero l’opportunità di utilizzare un telescopio di ricerca avanzata. Questa nuova iniziativa, la “Jesuit Observatory Experience” (JOE), in fase di sviluppo, porterà la potenza del VATT nelle classi gesuite. Diverse università gesuite con sede negli USA parteciperanno , infatti, ad un programma pilota questo autunno: se questo programma funzionerà bene, JOE si espanderà a livello globale.