Diocesi: Melfi, mons. Fanelli presenta la lettera pastorale per il Sinodo 2026-2029

“Il mandorlo che fiorisce – La fede che amo è la speranza”. Si intitola così la lettera pastorale per il Sinodo diocesano presentata ieri da mons. Ciro Fanelli, vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa, al Centro pastorale San Gerardo di Rionero in Vulture, durante il primo appuntamento formativo del percorso sinodale 2026-2029. Lo rende noto la diocesi in un comunicato. Il mandorlo in fiore, primo albero a sbocciare tra i rigori dell’inverno, ispirato alla vocazione del profeta Geremia, diventa simbolo di speranza, vigilanza e vita nuova. La lettera, si legge nella nota, è “una vera e propria visione spirituale e pastorale per il futuro della Chiesa locale, chiamata a rinnovarsi profondamente nel segno della speranza, della corresponsabilità e della missionarietà”. Il vescovo ha esortato ad accogliere il Sinodo non come un semplice “aggiornamento” teologico-pastorale, ma come un tempo “laboratoriale” di formazione e “reale trasfigurazione della vita cristiana”. Si richiede “una vera e propria ‘conversione dello sguardo’ per imparare a riconoscere il volto di Cristo nelle situazioni ordinarie”. La comunità ecclesiale è chiamata a farsi “voce e casa per chi è lasciato ai margini”. Nella parte conclusiva, riprendendo le parole di don Tonino Bello, mons. Fanelli affida il cammino all’intercessione della Vergine Maria e dei santi patroni della diocesi, chiedendo la grazia di “occhi semplici e coraggiosi, capaci di vedere i segni di Dio e di seguirli con ardore evangelico”.

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