Diocesi: mons. Rega (San Marco A.-Scalea), la memoria del patrono diventi “occasione concreta di risveglio della fede e di rinnovata appartenenza ecclesiale”

In San Marco Evangelista “contempliamo il discepolo fedele” e il “messaggero instancabile della Buona Notizia, colui che continua a indicare alla Chiesa la via dell’ascolto, della testimonianza e della missione”. Lo scrive il vescovo di San Marco Argentano-Scalea, mons. Stefano Rega, in un messaggio alla diocesi in occasione della solennità di San Marco Evangelista, patrono della diocesi. Nel tempo storico che stiamo attraversando, “segnato da tensioni, violenze, paure e diffusi smarrimenti”, la figura di San Marco Evangelista – spiega il presule – “acquista una particolare attualità. Il suo servizio al Vangelo richiama tutti noi, popolo santo di Dio, a essere annunciatori credibili della pace di Cristo, testimoni di riconciliazione, uomini e donne capaci di seminare speranza, fraternità e fiducia nei cuori feriti del nostro tempo”. Il vescovo invita a vivere questo tempo di preparazione alla festa – iniziato con il novenario lo scorso 15 aprile – come “autentico cammino di preparazione spirituale, di ascolto della Parola, di preghiera e di rinnovamento interiore. Sarà bello e significativo – scrive mons. Rega – che in ogni unità pastorale si favorisca una partecipazione convinta e devota, così che la memoria del Patrono possa diventare occasione concreta di risveglio della fede e di rinnovata appartenenza ecclesiale”. A presenziare alla messa del 25 aprile, alle 18 nella cattedrale di San Marco Argentano, il card. Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei santi. La presenza del porporato – scrive mons. Rega – costituisce per “la nostra diocesi un motivo di particolare gioia e un segno eloquente di comunione ecclesiale, che domanda da parte di tutti noi una partecipazione piena, grata e convinta”. Per favorire la partecipazione del clero e dei fedeli a questo appuntamento diocesano il vescovo ha disposto la sospensione della celebrazione della messa vespertina del 25 aprile. Tale indicazione intende “consentire alle comunità parrocchiali di convergere alla celebrazione presieduta dal Cardinale, vivendo insieme, come un solo popolo, la gioia della festa del nostro Patrono”, spiega il presule nel messaggio confidando nella presenza e nella “consueta collaborazione, affinché questi giorni di festa, e specialmente il 25 aprile, possano diventare per tutta la Diocesi un vero momento di grazia, di unità e di rinnovato slancio evangelico”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Europa