I governi devono promuovere maggiormente il ricorso ai fondi pensione e alle forme di previdenza basate sugli investimenti per garantire redditi adeguati durante la vecchiaia. È quanto emerge dal rapporto Pensions outlook 2026: are we saving enough for retirement?, pubblicato oggi dall’Ocse. Alla fine del 2025, il patrimonio dei fondi pensione ha raggiunto i 78mila miliardi di dollari, pari al 106% del Pil complessivo dei Paesi membri, rispetto al 62% del 2001. Una crescita significativa che, tuttavia, non basta a colmare le lacune previdenziali: quasi tutti i Paesi Ocse registrano un divario contributivo, con lavoratori che dovranno affiancare ai trattamenti pensionistici obbligatori ulteriori risparmi volontari per raggiungere un reddito adeguato. Il problema riguarda in misura maggiore le donne in 17 Paesi e i lavoratori autonomi in 31. “Anche se la spesa pubblica per le pensioni continua ad aumentare, molti lavoratori non sono sulla strada giusta per assicurarsi un reddito adeguato”, osserva Mathias Cormann, segretario generale dell’Ocse. Tra le misure suggerite ai governi figurano l’aumento dei contributi obbligatori, gli incentivi alla previdenza complementare, l’adesione automatica ai piani pensionistici e il rafforzamento dell’educazione finanziaria. Necessari anche una consulenza finanziaria adeguatamente regolamentata e strumenti di investimento trasparenti, capaci di considerare i rischi legati alla sostenibilità. L’obiettivo è superare gli ostacoli al risparmio previdenziale e rafforzare la capacità dei sistemi pensionistici di rispondere alle sfide demografiche ed economiche.