La presentazione dei risultati del progetto “Prendersi cura lontano da casa”, realizzato dall’Associazione Andrea Tudisco e Sogno nel Cassetto Odv, si terrà domani, 5 novembre, dalle 15, presso la Sala Auditorium dell’Università Europea di Roma (Piano -1, via degli Aldobrandeschi 190), con un incontro dedicato ai risultati preliminari, alle buone pratiche emerse e a un modello replicabile di assistenza dedicato alle famiglie in mobilità sanitaria.
Il progetto, sostenuto da Fondazione Roma e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, mette in rete università, istituzioni sanitarie, enti del terzo settore e servizi territoriali per offrire accoglienza gratuita, supporto psicologico e tutela sociale ai bambini con patologie onco-ematologiche e alle loro famiglie in arrivo a Roma. Nell’ambito dell’iniziativa, l’Università Europea di Roma e l’Associazione Andrea Tudisco hanno avviato uno studio sul benessere psicologico dei genitori in migrazione sanitaria, attraverso il contributo di Anna Contardi, Rossella, Mattea Quinto e Nicole Bungaro.
“Quando una famiglia è costretta a lasciare la propria casa per affrontare il percorso di cura di un figlio, il bisogno di assistenza va ben oltre la dimensione sanitaria – dice padre Pedro Barrajón, rettore dell’Università Europea di Roma –. È importante riconoscere e sostenere anche il carico psicologico e sociale che accompagna questa esperienza. Come Università Europea di Roma, siamo orgogliosi di aver contribuito, insieme all’Associazione Andrea Tudisco, a un progetto che mette al centro il benessere delle famiglie e il valore di un’accoglienza integrata. La ricerca e la collaborazione tra università, associazioni e istituzioni possono offrire strumenti concreti per comprendere questi bisogni e sviluppare modelli di intervento capaci di garantire maggiore vicinanza, dignità e sostegno a chi affronta un momento così delicato della propria vita”.
“Chi arriva a Roma per curare un figlio lontano da casa porta con sé una valigia piena di paura e di speranza: da quasi trent’anni il nostro compito è alleggerire quel peso, offrendo un’accoglienza che sia anche ascolto e tutela. Il progetto ‘Prendersi cura lontano da casa’ ci ha dato l’opportunità di rafforzare un modello che offriamo ogni giorno nelle nostre strutture. Un ringraziamento sincero va a tutti i partner e sostenitori che hanno creduto insieme a noi in questo percorso, confidando che questa rete di solidarietà possa durare negli anni”, dichiara Fiorella Tosoni, presidente dell’Associazione Andrea Tudisco, nata nel 1997 per volontà di Fiorella Tosoni e Nicola Tudisco in memoria del figlio Andrea, che accoglie ogni anno oltre 250 persone (il 60% stranieri), tra pazienti pediatrici e familiari, nelle cinque strutture attive a Roma. All’ospitalità gratuita affianca un modello di “Accoglienza integrata”: accompagnamento ai luoghi di cura, sostegno legale e psicologico, mediazione linguistico-culturale, clownterapia e attività per bambini e famiglie.