Reliquie: Cottone (reliquiarista), “nessun potere magico, rimandano sempre a Dio”

“La santità è passata da questa terra, dentro un corpo vero”. Lo dice Antonino Cottone, reliquiarista, che invita a guardare alla Festa delle Sante Reliquie che si celebra domani. In un tempo segnato dalla virtualità e dalla smaterializzazione delle relazioni, le reliquie continuano a rappresentare per milioni di fedeli un richiamo alla testimonianza dei santi e alla dimensione incarnata della fede. Secondo Cottone, le reliquie non possono essere considerate semplici oggetti del passato. “Dal punto di vista della nostra disciplina, la reliquia è la traccia fisica di un passaggio di grazia. Nel nostro lavoro non trattiamo mai questi reperti come semplici oggetti d’antiquariato o curiosità storiche, ma come testimonianze vive dell’Incarnazione”. Per questo oggi, “in un’epoca che tende a smaterializzare ogni cosa, la reliquia conserva per i fedeli il valore insostituibile di un’ancora fisica”. Un segno tangibile che ricorda come “la santità è passata da questa terra, dentro un corpo vero”. L’esperto evidenzia come il culto delle reliquie debba essere correttamente compreso, evitando ogni deriva superstiziosa. “Spesso mi trovo a spiegare il mio lavoro a chi non condivide la fede, ed è proprio il rigore della nostra prassi che aiuta a fugare ogni sospetto di superstizione”. Alla base vi sono infatti “estremo rigore critico, veridicità documentale (i sigilli e le Autentiche) e rispetto teologico”. La reliquia, sottolinea, “non possiede alcun potere magico in sé”. Ai giovani, “abituati a un mondo virtuale e a icone passeggere, il lavoro di custodia della reliquia lancia un messaggio di autenticità radicale”, sottolinea spiegando che attraverso di esse si riscopre che “i santi sono stati uomini e donne veri, che hanno versato sudore e sangue, che hanno abitato il nostro stesso tempo con le sue fragilità e le sue sfide”.

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