La memoria dei fedeli defunti è “un’occasione per affidare alla misericordia divina le numerose vittime dei conflitti armati che insanguinano ancora il mondo”. Lo ha detto il Papa, salutando, in francese, una delegazione “L’Oeuvre d’Orient” e dell’”Institut Chrétiens d’Orient, ricevuta oggi in udienza nel Palazzo apostolico, prima dell’udienza generale in piazza San Pietro. “Avete scelto di far dialogare tra loro molteplici discipline accademiche per comprendere meglio i conflitti contemporanei e cercare le condizioni di una pace giusta e duratura, in particolare in Medio Oriente”, l’omaggio di Leone XIV, secondo il quale “il dialogo tra la filosofia e le altre discipline permette di riscoprire il senso delle parole e dei concetti utilizzati, ed è forse una delle principali sfide della nostra epoca”. Costruire “una rete internazionale universitaria che faccia della pace un oggetto di ricerca”, l’invito del Papa, partendo dalla consapevolezza che “il dialogo tra fede e ragione, cultura e storia è la via indispenzabile per la giustizia e la riconciliazione” e per raggiungere l’obiettivo “di una pace giusta e perenne, specialmente in Medio Oriente e nell’Europa dell’Est”, facendosi “servitori di una pace disarmata e disarmante, umile e perseverante”.