Salute: Amci, “Il futuro della medicina sarà ancora umano?” Esperti a confronto a Milano

Quale sarà il volto della medicina nei prossimi anni e quale spazio resterà alla relazione umana tra medico e paziente nell’epoca dell’intelligenza artificiale e della robotica? A questi interrogativi sarà dedicato l’incontro “Il futuro della medicina sarà ancora umano?”, promosso dall’Associazione medici cattolici italiani (Amci), in programma sabato 7 novembre, dalle 9 alle 13, presso la Fondazione Ambrosianeum di Milano. L’iniziativa, si legge in un comunicato dell’Amci, intende offrire un’occasione di riflessione sul rapporto tra innovazione tecnologica, qualità delle cure e centralità della persona, affrontando alcune delle principali sfide che interessano oggi il mondo sanitario, dalla medicina personalizzata alla presa in carico della cronicità, fino alle implicazioni etiche dell’intelligenza artificiale. I lavori saranno moderati da Luigi Ripamonti, medico, giornalista e responsabile di Corriere Salute. Ad aprire il confronto sarà l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, con un intervento dal titolo “Questo solo abbiamo: d’essere umani”. Tra i relatori figurano Carlo Costantini, direttore sanitario dell’Opera San Francesco, che parlerà di “Una medicina di qualità per gli ultimi”; Giorgio Bordin, presidente dell’Associazione Medicina e Persona, sul tema della complessità dei sistemi sanitari e della libertà; Adriano Pessina, già ordinario di Filosofia morale all’Università Cattolica del Sacro Cuore, che affronterà il rapporto tra medico e paziente nell’epoca dell’Ia e della robotica; Alessandro Aiuti, vicedirettore dell’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia genica, che interverrà sulla medicina personalizzata; ed Eleonora Tobaldini, direttrice della Scuola di specialità in Medicina di comunità e delle cure primarie dell’Università degli Studi di Milano, che si soffermerà sulla sfida della cronicità. Al centro dell’incontro, la domanda su come coniugare progresso scientifico e attenzione alla persona, salvaguardando la dimensione umana della cura in un contesto sanitario sempre più segnato dall’innovazione tecnologica.

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