Europa: Mattarella, “Ue sollecitata a proporre soluzioni politiche a questioni centrali per il futuro”

Il Presidente Sergio Mattarella a Torre Pellice (foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

(Torre Pellice) “Idealmente un filo lega posti apparentemente così lontani come l’isola di Ventotene e le Alpi. Lì un carcere dove vennero rinchiusi patrioti e qui gli spazi aperti della libertà. Il filo che li unisce è appunto la libertà”. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo oggi a Torre Pellice a un convegno che ha ricordato il primo discorso pubblico del fondatore del federalismo europeo, Altiero Spinelli (1907-1986, antifascista, poi commissario europeo e membro del Parlamento europeo, cui è dedicato l’edificio principale del Parlamento europeo a Bruxelles). Il discorso fu pronunciato il 31 agosto 1943 qui a Torre Pellice (Torino), prima di riparare in Svizzera per organizzare l’impegno europeista in anni di dittature. “A Spinelli, con il manifesto di Ventotene ‘Per un’Europa libera e unita’, dobbiamo quello che, severamente, definì non un sogno ma ‘un invito a operare’”, ha detto Mattarella. “La lotta di Liberazione, poi la Repubblica e la Costituzione, corroborano la riconquistata unità nazionale, la libertà e la piena partecipazione democratica, con il voto finalmente riconosciuto alle donne. Dopo la contraffazione operata dal fascismo, si comprese come il valore della patria, non si esaurisce nella aspirazione a una storia comune ma come rilevi la capacità di costruire il futuro del nostro popolo, di una comunità responsabile, espressione autentica dei valori dei cittadini del nostro Paese”.
“Veniamo da una stagione che ha visto l’Unione fortemente sollecitata a saper proporre soluzioni politiche a questioni centrali per il futuro. Guardiamo per un momento alle crisi attraversate o a quelle in corso: la pandemia, la crisi finanziaria, la guerra. Si ritiene forse possibile – ha sottolineato il Capo dello Stato – affrontarle fuori dall’Unione europea o con una Unione debole?”.
“È noto come nel processo di unificazione europea si sia, a lungo, dibattuto fra due prospettive o meglio, forse, fra due percorsi con la medesima prospettiva: la piena integrazione d’Europa. Quella federalista di Spinelli e quella funzionalista di Jean Monnet, messa in campo dal Ministro degli esteri francese, Robert Schuman. Certo, si è sovente presentata anche l’interpretazione, riduttiva, di una mera cornice di collaborazione economica, tuttora fatta propria da alcuni Stati membri”.

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