Ucraina: Chiesa greco-cattolica pubblica video-denuncia girato nelle camere di tortura a Izyum

Le immagini sono state girate in uno scantinato dove sono stati ritrovati gli strumenti usati per le torture. Dalla maschera cosiddetta “anti-gas” messa sulla testa delle persone alle quali però veniva chiuso l’accesso dell’ossigeno alla macchina usata per le scariche elettriche. È la Chiesa greco-cattolica ucraina a diffondere in Italia un video esclusivo, accompagnato dai sottotitoli in italiano, condiviso da Dmytro Lubinets, Difensore civico del governo ucraino. Il video è stato girato in una delle camere di torture, trovate a Izyum, città nella regione orientale di Kharkov precedentemente occupata dai russi e successivamente liberata dall’esercito ucraino. Si è intanto conclusa l’esumazione del luogo di sepoltura di massa scoperto dalle autorità ucraine. Sono stati estratti in tutto 447 morti, secondo il capo della polizia nazionale ucraina, Igor Klymenko. “I lavori sono proseguiti per una settimana senza interruzioni: 447 corpi dei morti sono stati rimossi dalle tombe. Di loro, 215 sono donne, 194 sono uomini, 5 sono bambini e 22 sono militari. Inoltre sono stati trovati i resti di 11 persone, il cui sesso non può essere determinato al momento”. Dalla fosse sono stati estratti corpi delle persone torturate e uccise per odio. Ci sono corpi con una corda al collo, con le mani legate, con gli arti spezzati e con ferite da arma da fuoco. Diversi uomini hanno subito l’amputazione dei genitali. Nel diffondere il video, la Chiesa greco-cattolica ucraina definisce quanto è successo a Izyum come uno dei “tragici avvenimenti del genocidio ucraino” mentre il presidente Volodymyr Zelensky in un videomessaggio promette: “Tutto il mondo avrà informazioni complete su ogni crimine commesso dalla Russia nei territori temporaneamente occupati dell’Ucraina”. “In preghiera e in silenzio” sul luogo della fossa, si era recato nei giorni scorsi anche l’elemosiniere di Papa Francesco, card. Konrad Krajewski, insieme al vescovo di Kharkiv mons. Pavlo Honcharuk. In una toccante testimonianza, il cardinale ha parlato di un momento dal punto di vista “emotivo molto difficile”. “Quello che mi ha commosso molto a Izyum sono stati i 50 soldati, poliziotti, giovani che hanno riesumato questi corpi. Lo hanno fatto con profondo rispetto e in perfetto silenzio…”. “Mi ha commosso molto, perché la guerra è brutale e crudele, ma quelle hanno mostrato ciò che è di più bello c’è in un uomo: grande rispetto, delicatezza e amore per un’altra persona. Perché è proprio così che si esprime l’amore per il prossimo. Questa giornata è stata molto evangelica, perché abbiamo reso omaggio a persone che sono morte tragicamente. Non avevamo odio, nessuna vendetta contro coloro che l’hanno fatto. C’era solo un grande desiderio di dare una dignitosa sepoltura a queste persone”.

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